“Ogni lavoratore che esce dalla condizione di precarietà per essere assunto a tempo indeterminato è, soprattutto in un momento di grave crisi dell’occupazione, una ottima notizia e per questo non possiamo che esprimere il nostro apprezzamento a sostegno

delle scelte che vanno in questa direzione come nel caso dei lavoratori di SGM.” Interviene così, il capogruppo dell’opposizione di Lecce, Antonio Rotundo.

“Ma proprio il felice esito della vicenda SGM, evidenzia la gravità delle scelte compiute a Palazzo Carafa dove abbiamo dovuto registrare sordità e disinteresse rispetto alla condizione dei lavoratori precari i quali invece di essere stabilizzati sono stati al contrario mandati a casa.

Circa 50 lavoratori, infatti, che avevano lavorato 3 anni anche in modo discontinuo negli 5 anni avrebbero avuto la possibilità, ai sensi delle norme approvate dal governo Prodi, di essere stabilizzati se solo  l’Amministrazione comunale avesse avuto a cuore il loro destino ed avesse deciso di avviare il processo di stabilizzazione, approvando il relativo piano triennale.

Abbiamo in questo modo assistito alla politica dei due pesi e due misure, così mentre Palazzo dei Celestini, con le sagge decisioni del Presidente Pellegrino, ed SGM, con le opportune scelte di Peyla, hanno proceduto a dare un futuro di certezze e stabilità a tante famiglie, il governo di centrodestra di Palazzo Carafa ha trasformato i precari in disoccupati, perché Lecce è stato uno dei pochi Comuni in Italia a non aver voluto utilizzare la legge Prodi.”

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