“Mi assumo la responsabilità di dire che il bilancio del comune è falso, illusorio, ingannevole, irregolare, finto” ha esordito così l’ex consigliere del Pd, questa mattina in conferenza stampa.
A questa dichiarazione sono seguiti ulteriori dettagli in merito agli accertamenti Ici e Tarsu già trattati nell’incontro con i giornalisti del 30 ottobre scorso

In quella occasione, Salvemini, aveva dichiarato illegittimi gli accertamenti  Ici ricevuti in questi mesi dai contribuenti leccesi svolti dalla Soget, società assegnataria dal 2007 dell’appalto per le entrate tributarie, per difetto di competenza come stabilisce la legge 122/2010, nè le modifiche di classamento di un immobile e la sua destinazione d’uso stabilite dal comune . Il tutto è di competenza dell’Agenzia del Territorio.

Conseguentemente a tali dichiarazioni, l’Assessore Monosi minacciò la richiesta di pagamento di danni a Salvemini per aver incoraggiato l’evasione e per aver reso dichiarazioni non veritiere anche nella decorrenza dei termini di prescrizione, decennale per l’Assessore, quinquennale per legge. Quest’ultimo punto è stato successivamente chiarito dal Presidente del Collegio dei Revisori, dott. Villani il quale ha confermato che lo Statuto dei diritti del contribuente non prevede il termine decennale per il pagamento delle somme Ici e Tarsu. Mentre Monosi, smentendo le sue precedenti dichiarazioni, ha stabilito in circa venti gli accertamenti illegittimi.

Eppure nel bilancio comunale è stato registrato un introito di 17 milioni di euro dal recupero crediti per l’anno 2009, ed uno di 11 milioni di euro per le previsioni 2010. Dati relativi a quasi 600 verifiche di riclassamento di cui 200 ancora in corso. Tradotti in cifre procapite significa che circa 400 contribuenti leccesi pagheranno oltre 65.000 euro per evasione Ici e Tarsu. A questo punto, per approfondire la questione e  dare veridicità alle somme fin’ora snocciolate dal comune, la consigliera Spoti al fianco di Salvemini durante la conferenza, ha chiesto al dott. Capoccia, dirigente del settore Tributi, la verifica del numero esatto degli avvisi di accertamento emessi e riscossi dal 2007.

Richiesta rigettata con una serie di motivazioni tra cui l’impegno gravoso e inconciliabile con le attività d’ufficio che, in realtà, potrebbe essere ovviato con una semplice ricerca del software gestionale. Quanto sopra, ha dichiarato Salvemini, riscontra un falso in bilancio e un disastro gestionale, incompatibile con le aspettative della popolazione che ha legittimato l’attuale governo della città. Per una corretta amministrazione della città di Lecce, del buon governo, dell’equilibrio dei conti , dell’osservanza delle regole, della trasparenza, è necessario che chi ha governato Lecce per 12 anni, dissanguandola, vada a casa.

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