Continua il blocco studentesco in tutta Italia e domani, in occasione della Giornata mondiale di mobilitazione per il diritto allo studio, saranno 100 le città della penisola ad essere invase dai cortei e manifestazioni di studenti.

”In Italia – affermano in una nota – gli studenti non hanno piu’ il diritto di decidere del proprio futuro: mancano diritti, partecipazione, possibilita’ di accesso, borse di studio, alloggi, servizi. I tagli alla scuola e all’universita’ sono devastanti e fanno mancare anche i servizi e i diritti minimi. Le riforme che ci vengono imposte producono distruzione del diritto allo studio, privatizzazione. La mobilitazione sara’ un momento in cui vogliamo rivendicare i nostri diritti e la nostra centralita’ per il futuro del Paese, il nostro diritto ad un futuro. Il 17 Novembre per noi studenti sara’ la data per difendere l’universita’ e la scuola pubblica, il diritto allo studio, fermare le riforme Gelmini e costruire un’altra idea di scuole e universita’. Vogliamo che il sapere sia centrale per il nostro futuro e lo sviluppo del Paese”.
Le città che domani sfileranno nelle piazze sono: Trento, Venezia, Padova, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Lecce, Palermo, Catania fra le principali.
“Dopo l’ultimo, sconcertante, aumento dei fondi alle scuole private – commentano – ci sembra palese che la scelta di tagliare sulla scuola pubblica non sia una necessità, ma nasconde un’intenzione ben precisa: eliminare l’alternativa culturale e il pensiero critico nel nostro paese, consegnarci un futuro fatto di precarietà, assenza di diritti, crisi. Ma la nostra intenzione non è di arrenderci: vogliamo fondi per la scuola pubblica da investire prima di tutto sull’edilizia scolastica, basta morire sotto le macerie delle scuole, su una nuova didattica, fatta di insegnanti competenti e preparati, non licenziati, più democrazia e partecipazione nelle scuole, via il riordino delle secondarie che taglia tutto il possibile portando al collasso le nostre scuole.”
Le manifestazioni continueranno fino al 27 novembre, quando, in occasione della manifestazione nazionale della Cgil, gli studenti scenderanno in piazza affianco ai lavoratori.

 

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