“Quando si parla di determinati argomenti il Governo regionale dovrebbe essere più cauto nell’assumere decisioni, soprattutto in materie come quello dei servizi pubblici a valenza economica. Questo per evitare un aggravio di spesa sul bilancio regionale, inceppando la macchina amministrativa a più livelli”.

Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, commentando la recente sentenza della Consulta sulla inammissibilità del ricorso proposto dall’Ente in materia idrica
“La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato di esclusiva competenza statale alcuni servizi come quello idrico – ha sottolineato il capogruppo Udc – impone da un lato cautela da parte del Governo regionale e dall’altro una riflessione più ampia, anche a livello parlamentare, sul ruolo della politica che sembra aver smesso la funzione di decidere demandando tutto alla magistratura. Quello che viene subito in evidenza è una carenza di regole certe che finisce con il trasferire ogni decisione in capo agli organi giudiziari. Così il Governo regionale, a volte incautamente, continua a legiferare su materie su cui non ha la certezza di avere competenza: è successo con la questione della ri-pubblicizzazione dell’acquedotto, ma anche con la questione del nucleare e con le energie da fonti rinnovabili”.
“A distanza di quasi 10 anni dalla modifica del Titolo V della Costituzione – ha concluso Salvatore Negro – si avverte il bisogno di mettere ordine all’impianto di norme che regolano le competenze delle Regioni. La Torre di Babele che si è venuta a creare in questi anni, con ricorsi e contro-ricorsi alla autorità giudiziaria, ha comportato un grave dispendio di energie e di denaro pubblico, generando insicurezza nel cittadino e incapacità di dare risposte a tutti i livelli istituzionali. Lo stop imposto dalla Consulta alla Puglia in materia idrica è quindi l’occasione per mettere mano ad una nuova riforma che consenta alla politica di poter decidere e alla macchina amministrativa di non incepparsi e rispondere alle istanze della società e dei cittadini”

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

tredici + 10 =