Anche l’Ance Puglia si unisce al grido d’allarme di tutta la filiera delle costruzioni e prende parte alla manifestazione nazionale indetta dall’Ance insieme a tutte le associazioni imprenditoriali del settore e alle organizzazioni sindacali per domani, a partire dalle 10.30, a Piazza Montecitorio a Roma.

L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione del governo, del parlamento e di tutte le forze politiche sulla crisi che sta interessando il comparto delle costruzioni e che richiede interventi immeditati e concreti per rilanciare lo sviluppo di un settore determinante per la ripresa economica del Paese. Oltre 250.000 sono infatti i posti di lavoro persi a livello nazionale mentre si registra, negli ultimi 4 anni, un calo di circa 30 miliardi negli investimenti in costruzioni e una preoccupante impennata delle chiusure delle imprese per effetto della carenza di lavori e dei gravissimi ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. La situazione è altrettanto allarmante in Puglia dove il comparto delle costruzioni, che rappresenta il 10% del PIL regionale, registra solo nell’ultimo anno 1.500 imprese e 20.000 posti di lavoro in meno.

Numerose sono le azioni che imprese e lavoratori del settore richiedono da tempo per uscire dalla crisi.

«Riteniamo prioritario – spiega Salvatore Matarrese, presidente Ance Puglia – che si sblocchino i pagamenti dovuti dalle P.A. alle imprese per i lavori eseguiti e che si consenta alle regioni di poter disporre immediatamente dei fondi FAS e delle risorse destinate dal CIPE alle priorità infrastrutturali. Risulta paradossale che le regioni abbiamo la disponibilità economica per corrispondere il cofinanziamento richiesto dai fondi comunitari ma non possano farlo per effetto delle regole imposte dal Patto di Stabilità. Questa circostanza vanifica di fatto la programmazione degli investimenti nella nostra regione, una delle più finanziate in quanto facente parte delle aree sottosviluppate, e sottrae occasioni di lavoro alle imprese penalizzando ulteriormente l’occupazione nel settore. Per questo abbiamo richiesto che sia approvato in Parlamento e inserito nel disegno di ‘Legge di Stabilità 2011’ l’emendamento che consente di ‘nettizzare’ i fondi europei escludendo dai vincoli del Patto di Stabilità le spese di co-finanziamento statale e regionale dei fondi».

Altro problema da risolvere riguarda la macchina amministrativa. «E’ inammissibile – sottolinea il presidente dell’associazione pugliese dei costruttori – che gli imprenditori, in un momento di crisi come quello attuale, debbano attendere anni per la realizzazione di opere sia pubbliche che private. E’ per questo che chiediamo una decisa accelerazione nelle procedure di spesa e un intervento legislativo per semplificare le norme che regolano gli iter per l’ottenimento dei permessi di costruire e la realizzazione di opere pubbliche. Bisognerebbe, inoltre, eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore nell’ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e più equa per lavoratori, imprese e cittadini. L’attuale stato di crisi rende poi necessaria l’estensione degli ammortizzatori sociali destinati all’industria anche al settore delle costruzioni considerando che è quello che garantisce le maggiori contribuzioni previdenziali».

Unanime la partecipazione alla manifestazione delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali del settore, intenzionate a ribadire la necessità di interventi urgenti e indifferibili per sbloccare la situazione di stallo che ormai da tempo attanaglia il comparto delle costruzioni.

«Le imprese del sistema delle costruzioni aderenti a Confartigianato Puglia – specifica Francesco Sgherza, presidente regionale Confartigianato Puglia – saranno massicciamente presenti alla manifestazione di Roma. Sono troppi mesi che si annunciano interventi ma all’annuncio non fa seguito nessuna azione concreta. Poiché è difficile far ripartire la domanda delle famiglie in un contesto di prolungata contrazione dei consumi, è vitale per le imprese e per i lavoratori del settore lo sblocco degli interventi pubblici, sia in sede locale che in ambito nazionale. La manifestazione unitaria dovrà essere uno stimolo importante per il Governo e per il Parlamento ad attivarsi per dare risposte nella direzione richiesta dalle imprese».

«Seppur con profondo rammarico – continua Angelo Contessa, presidente di CNA Costruzioni Puglia – dobbiamo prendere atto che, a distanza di circa due anni dagli Stati generali delle costruzioni, le imprese si trovano a dover denunciare il perdurare della crisi del settore che ha registrato pesanti perdite in termini economici e occupazionali. Nel corso di questi mesi CNA Costruzioni Puglia non ha mai smesso di rivendicare tutta una serie di politiche a sostegno del comparto che rappresenta cercando costantemente un dialogo costruttivo e concretamente fattivo con il Governo, le amministrazioni pubbliche e le parti sociali».

«Mai come questa volta – spiega Salvatore Bevilacqua segretario generale Feneal Puglia –  gli intenti di organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali del settore convergono nel condividere le motivazioni che muovono questa manifestazione: le regole imposte dal patto di stabilità combinate con la formula del massimo ribasso e con i ritardi nelle procedure di spesa rischiano di mettere al palo il settore delle costruzioni, settore che ha registrato nell’ultimo anno una considerevole diminuzione di ore di lavoro e un’allarmante perdita di posti di lavoro».
«La riduzione degli investimenti unitamente a una ridotta disponibilità finanziaria degli enti locali – conferma Giovanni Nicastri, segretario generale Fillea Cisl Puglia – ha causato perdita di posti di lavoro, riduzione del reddito disponibile dei lavoratori e conseguente riduzione dei consumi. Le stesse imprese per effetto del patto di stabilità interno hanno riscosso in ritardo i pagamenti per lavori già effettuati costringendoli ad una interruzione forzata delle attività con notevole danno per le imprese, per i lavoratori e per la stessa economia pugliese. Una diversa politica economica si impone, accanto ad una riforma fiscale che premi il lavoro nella sua accezione generale».
Enzo Gallo, segretario generale Filca Cisl Puglia, annuncia che «tutta la Segreteria regionale sarà presente alla manifestazione al fine di rivendicare un nuovo modello di sviluppo utile a superare la crisi dell’edilizia in Puglia».

«In definitiva – conclude Matarrese – il settore richiede al governo quell’attenzione sinora disattesa, affinché si concertino insieme azioni di sistema che mettano il comparto in grado di garantire il suo effetto anticiclico. Bisognerebbe seguire l’esempio di alcuni paesi europei, oltre che di USA e Australia, dove sono state sviluppate azioni concrete a favore del settore delle costruzioni nella consapevolezza che quest’ultimo, coinvolgendo una filiera di 15/20 settori industriali, è in grado di incidere rapidamente sull’economia e sull’occupazione».

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