Quest’anno a Broadway la pièce “The vibrator story” è stata un successo tanto da finire finalista al premio Pulitzer per il teatro. Ovviamente Hollywood, sempre in cerca di successi, non si è lasciata scappare l’occasione di produrre un film sui sex toys, ispirata proprio da questa rappresentazione teatrale.

La regista Tanya Wexler ha dichiarato di aver deciso di fare questo film dopo aver saputo come sono nati i vibratori, volendo però affrontare questo tema con umorismo rispetto alla più seriosa versione teatrale. Il film, come la pièce teatrale, è ambientato nel 1880, nell’Inghilterra vittoriana, ed è incentrato per l’appunto sulla storia dell’invenzione del primo vibratore, nato come oggetto di terapia femminile. Ebbene si, si credeva che l’autoerotismo rappresentasse l’estrema cura per curare l’isteria, e perciò si prescriveva l’utilizzo di questo sex toys. La protagonista sarà Maggie Gyllenhaal, che reciterà affiancata da Rupert Everet e Gemma Jones, ed interpreterà la figlia di un medico che intraprende una relazione proprio con l’uomo che, per errore, inventa il primo vibratore elettrico. La Gyllenhaal, che dopo “Secretary” è divenuta un’icona non solo sexy, ma di spregiudicatezza sessuale, ha detto che questa storia d’amore è una come tante altre, ma a renderla speciale è il suo contesto storico, un momento importante per la libertà e l’emancipazione femminile, anche e soprattutto nel campo sessuale. Il film, che dovrebbe uscire il prossimo autunno, ha già choccato i puritani americani, che promettono di proclamare guerra al film e di impedire la sua uscita nelle sale cinematografiche. Infatti, nonostante gli Stati Uniti si proclamino da quasi tre secoli paladini della libertà e dei diritti civili, in molti dei suoi stati si punisce la vendita di vibratori con un anno di reclusione e diecimila dollari di multa (invece pistole e fucili si possono comprare anche nei supermercati o nelle stazioni di servizio). La Wexler però non si lascia intimorire e risponde ai suoi contestatori di rassegnarsi: per lei il vibratore rappresenta un’invenzione troppo importante per non essere omaggiata da teatro e cinema.

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