È passato ormai alla storia quel capolavoro oratorio con cui Tremonti, poco tempo fa, sentenziava: “con la cultura non si mangia”. E che non si trattasse di una semplice gaffe ce lo certificano i tagli drastici, contenuti nella finanziaria 2011, alla cultura ed allo spettacolo.

Il patrimonio culturale più importante del mondo, il nostro teatro che da secoli fa scuola nel mondo ed il cinema italiano che ancora oggi continua ad essere un punto di riferimento nel panorama internazionale, vengono totalmente abbandonati da questa destra che, come le riforme della scuola e dell’Università dimostrano, “investe” sull’ignoranza per conservare i propri privilegi.
Quello che evidentemente a Tremonti e Bondi sfugge è che quel mondo della cultura che loro stanno penalizzando da “da mangiare” a tanta gente in Italia, e porta un sacco di quattrini nelle casse dello Stato. Cosa che già di per se renderebbe questa vera e propria industria meritevole di maggiore considerazione, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Ragioni, queste, che hanno spinto me ed altri parlamentari del Partito Democratico a presentare una proposta di legge di riforma del settore per la tutela professionale dei lavoratori dello spettacolo, recante inoltre disposizioni fiscali in favore delle esecuzioni musicali dal vivo.
È per questi motivi che esprimo la mia massima solidarietà a tutti quei lavoratori che oggi, in tutta Italia, manterranno giù il sipario sui frutti del loro lavoro, per alzarlo invece sullo spettacolo indecente che questo Governo, per fortuna agli sgoccioli, ci offre.

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