Leggo con sorpresa – dichiara il Sottosegretario di Stato all’Interno. l’ On. Alfredo Mantovano – l’annuncio dell’assessore ai servizi sociali del comune di Lecce di istituire uno sportello con un registro per depositare i testamenti biologici.

La sorpresa riguarda anzitutto il merito dell’iniziativa. Ma riguarda al tempo stesso quella forma che, chiamando in cause le differenti competenze istituzionali, diventa sostanza. Altri comuni hanno tentato nel recente passato questa strada. Fra essi, per es., il municipio di Parma che tuttavia, prima di intraprenderla, ha chiesto il parere al Ministero dell’Interno. La risposta fornita dal Viminale, e in particolare dal Dipartimento per gli affari interni e territoriali, non più tardi di qualche settimana fa, è che tali registri, oltre a non avere alcun valore giuridico, intervengono su una materia di esclusiva pertinenza del legislatore. Peraltro, come è noto, un disegno di legge sul testamento biologico è già stato approvato al Senato, è all’esame della Camera (è passato con qualche modifica in Commissione e attende il vaglio  dell’Aula) e prevede che la gestione delle “dichiarazioni anticipate di trattamento” sia, con ogni cautela, ricondotta alle competenze delle strutture sanitarie. Sarebbe singolare se un singolo comune immaginasse di intervenire prima e contro il Parlamento, in una questione che, coinvolgendo diritti, va oltre le competenze di un ente territoriale.

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