Ne “Il nome della Rosa”, Umberto Eco scaraventò l’ ignaro lettore nell’anno 1327, all’ interno di una abbazia medioevale, rendendolo spettatore di un intricato enigma (chiave di questo enigma era il perduto e celato manoscritto di Aristotele).

Seguirono nel corso degli anni:
“Il Pendolo di Focault”, delizioso affresco-labirinto, le cui pagine svisceravano il tema del complotto e della cospirazione in un pantagruelico susseguirsi di citazioni, avvenimenti, loschi affari.
“L’ isola del giorno prima” dove psicologia, filosofia e ricordo dominano l’ intera trama, ed il cui finale non è che il frutto di congetture.
“Baudolino”, romanzo picaresco ambientato nel XII secolo che racconta la fondazione di Alessandria e, tra le altre cose, la ricerca dell’ isola del Prete Gianni.
“La misteriosa fiamma della Regina Loana” romanzo illustrato: amnesia, nebbia, ricordi, noia.
Una delle preponderanti caratteristiche della scrittura di Eco è la solida base storica, la minuziosa ed appassionata ricerca di un quadro verosimile, all’ interno del quale poter disegnare trame e intrecci che coinvolgono i personaggi più disparati (e disperati, in qualche caso).
A sei anni dalla pubblicazione del romanzo illustrato “La misteriosa Fiamma della Regina Loana”  il semiologo piemontese torna a parlare di complotti dunque, mettendo in scena un’ intricata vicenda che strizza l’occhio al romanzo d’appendice ottocentesco, il feuilleton, riprendendone taluni elementi.
Di cosa tratta il nuovo libro?
Complotti e menzogne. Lo aveva già fatto ne “Il pendolo di Focault”.
Il nuovo romanzo di Eco è ambientato nel 1897, le vicende si svolgono tra la Francia e l’ Italia.
Massoni, falsari, gesuiti, spie, Illuminati, vescovi, giocobini, nazisti, strani abati, filosofi e scrittori si muovono tra le pagine del libro, ordendo cospirazioni ed oscuri raggiri.
Al centro della trama de “Il cimitero di Praga” vi è quello che da molti viene considerato il più controverso e fasullo documento di tutti i tempi: “I protocolli di Sion” (secondo solo alla donazione di Costantino, forse) .
Gli appassionati di esoterismo e letteratura alternativa ben conoscono la costruzione di queste carte, le vicende cui essi sono indissolubilmente legati (che coinvolgono, tra gli altri, nazisti, ebrei, massoni ed altri poco raccomandabili individui).
Simone Simonini è il protagonista di questa storia.
Chi è Simonini?
Simonini è una spia, un falsario, un antisemita, un misogeno cresciuto all’ ombra di suo nonno, uomo ossessionato da congiure ed ebrei. Simonini è un uomo accecato dal rancore.
E’ un personaggio di fantasia, l’ unico del libro.
Piemontese, amante della cucina, se la prende con tutti Simonini, odia i tedeschi, disprezza gli italiani, nutre un odio viscerale verso i giudei, non sopporta i francesi (pur sentendosi uno di loro, per via delle sue origini) non tollera donne e gesuiti.
Accanto ad egli si muovono nel romanzo personaggi storici, realmente esistiti (ha modo di incontrare Freud una volta, dubitando del fatto che possa trattarsi di un ebreo per via dei suoi modi gentili!).
Questo rancore patologico lo condurrà ad ordire ed essere l’ artefice di una oscura trama.
Eco denuncia l’antisemitismo immedesimandosi in un individuo che è, paradossalmente, un antisemita. Clichè antisemiti e luoghi comuni vengono smontati dall’autore, uno per uno nel corso del libro. Un romanzo, per citare le stesse parole di Eco, non è un saggio, comporta dunque delle contraddizioni. Questo libro pone davanti al lettore proprio alcune contraddizioni.
Ma, come già detto, “Il cimitero di Praga” va preso per quello che è : un romanzo.
Ricco di invenzioni; indubbiamente le aspettative e lo stile dei precedenti lavori sono rispettati.
Non lezioso e saccente, come qualcuno lo ha definito, bensì intenso, interessante, ben documentato.
Eco ricostruisce in maniera impeccabile la genesi che ha portato all’ invenzione dei protocolli di Sion seguendo tracce disseminate in opere quali “I misteri del popolo” di Eugène Sue, e in “Giuseppe Balsamo” di Alexandre Dumas.
Dimostra ancora una volta di essere maestro nella costruzione di trame storiche e diafane.
Un libro stimolante e ingegnoso che non mancherà di sollevare dubbi e spingerà (come quasi tutte le opere di Eco) a svolgere un ulteriore lavoro di approfondimento e ricerca.
Assolutamente consigliato.

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