Parte dalla Puglia un’altra scommessa, questa volta nel campo della formazione del management nella sanità. Da domani, e per i prossimi sei mesi, i 33 manager, potenziali direttori generali delle Asl e degli istituti sanitari pugliesi, la cui idoneità è stata sancita da una commissione nominata dalla Giunta

regionale, avranno l’obbligo di frequentare il primo corso di formazione manageriale in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria.  Una novità epocale “per arginare l’ingerenza inappropriata della polita nella gestione della sanità”. 

Il corso di formazione è stato presentato questa mattina alla stampa, nell’Aula magna del Policlinico di Bari, dal presidente della regione Puglia Nichi Vendola, dall’assessore alla salute Tommaso Fiore e dal responsabile del progetto, nonché direttore dell’Organismo regionale per la Formazione in sanità, Felice Ungaro.
Una sfida nazionale dunque che parte ancora una volta dalla Puglia per cercare di separare quanto più possibile la politica dalla sanità. Certamente un segnale di discontinuità importante che potrebbe trovare anche l’interesse da parte delle altre regioni. Un progetto pilota e sperimentale che concretizza le politiche sanitarie della giunta Vendola degli ultimi quattro anni. 
“Abbiamo sfidato noi stessi procedendo e annusando l’aria in modo sperimentale – ha detto il presidente Vendola – per poi approvare  una modifica normativa che ha il sapore di una rivoluzione copernicana. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di mentalità e di cultura”.
Molte le novità contenute nel progetto di formazione che questa mattina è stato illustrato anche ai manager nel corso del primo workshop di avvio. Tra queste l’obbligatorietà alla partecipazione del corso di formazione manageriale  (novità del tutto unica nel panorama nazionale) contenuta nell’art.25 della cosiddetta legge omnibus (la legge 4 del 25 febbraio del 2010) e la nomina di una commissione da parte della Giunta regionale, che ha il compito di effettuare la valutazione dei candidati sulla base dei titoli, dei curricula ma anche delle attitudini (quindi attraverso un colloquio). Tra gli altri aspetti innovativi, non solo la presenza degli stakeholders, i cosiddetti portatori di interessi individuati nel rappresentante regionale di cittadinanza attiva e nel rappresentante dei medici di medicina generale ma anche il concetto di sostenibilità in ambito sanitario e quello di formazione sistemica in grado di gestire e di relazionarsi con il contesto in cui si opera.

Per l’assessore alla salute Tommaso Fiore, “il metodo come cambiamento è il cuore e il motore del progetto di formazione che insieme con il concetto di selezione diventa la parola chiave di questa importante innovazione. L’obiettivo di fondo è quello di modificare sostanzialmente il sistema sanitario della regione Puglia adeguandolo all’evoluzione sociale culturale e professionale avvenuta in questi anni”. Sulle modalità di selezione dei manager Fiore ha sottolineato “l’assoluta trasparenza dell’operazione” e ha rispedito al mittente “le grandissime polemiche, incolte per lo più, anzi plebee” che si sono sollevate intorno alla selezione. “Anche l’Agenzia nazionale dei servizi sanitari – ha continuato Fiore – ha riconosciuto il grande lavoro svolto dalla Regione, sottolineandone il carattere di discontinuità rispetto al passato”.

340 infine sono le ore di formazione, sette i moduli di insegnamento e oltre 30 i docenti tra pugliesi e nazionali. Già prevista la data del workshop conclusivo di cantierizzazione dei progetti, il 17 aprile del 2011.
Poi le procedure per la nomina dei direttori generali potranno essere messe in moto.

Alla conferenza stampa hanno anche partecipato due dei tre commissari valutatori.
Roberto Vaccani docente senior della Sda Bocconi esperto di management sanitario e Fulvio Moirano, direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari. (Il terzo commissario valutatore è Vittorio Dell’Atti docente ordinario di economia e preside della facoltà di economia di Bari).

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