”Blindiamo il recinto degli attori pubblici che governano Acquedotto pugliese con un cambiamento di statuto che ha un significato politico e culturale perche’ anticipa quello che faremo con una nuova legge che impedisce ad Aqp di poter diventare soggetto privato, di potersi aprire a processi di privatizzazione e mercificazione dell’acqua”.

Lo ha detto oggi a Bari il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando alcune modifiche statutarie approvate nell’assemblea degli azionisti dell’Acquedotto pugliese. ”In questo statuto – ha spiegato Vendola – scriviamo che Aqp non puo’ vendere ad un soggetto privato le proprie azioni, sostanziando il principio dell’acqua come bene pubblico. Inoltre una parte dei profitti di Aqp serviranno a consentire il diritto all’acqua anche a coloro che non hanno redditi alti”. Acquedotto pugliese ”muta la propria finalita’-mission e anche – ha aggiunto Vendola – la forma di governo nel senso che noi abbiamo deciso di prevedere progressivamente l’ingresso del territorio, cioe’ dei Comuni, dentro la governance dell’Aqp del futuro”. Non sono queste le sole novita’: per garantire l’accesso all’acqua come diritto inviolabile l’Aqp, compatibilmente con la tutela dell’equilibrio economico – finanziario della societa’ e per garantire un’immediata applicazione pratica dei principi sanciti dall’Onu, si impegna ad accantonare annualmente una somma determinata di volta in volta, non superiore ad un ventesimo degli utili dell’ultimo bilancio, in un apposito fondo finalizzato a favorire l’accesso alla fornitura del Servizio Idrico Integrato a condizioni agevolate da parte di utenti economicamente disagiati. ”La battaglia – ha ammesso Vendola – e’ politica ma anche culturale e ideale: l’acqua ha un valore che non e’ quello di mercato ma e’ quello dei diritti. Noi rendiamo esplicito – ha aggiunto – quello che non e’: idee diverse su acqua e acquedotti. Non e’ giusto, cioe’, che su un bene come l’acqua decidano in pochi considerandolo un bene di mercato o un diritto-bene comune. Su questo e’ bene che i cittadini siano consapevoli che ci sono conflitti politici e culturali”. ”Io assieme a tanta parte del mondo – ha concluso Vendola – milito dalla parte di chi e’ contrario all’acqua mercificata e privatizzata”.