L’intesa tra governo nazionale e regionale sul piano di rientro ha influito sull’andamento dei lavori del convegno in corso nell’aula del Consiglio regionale della Puglia sul “Rapporto 2010 sulla legislazione tra Stato, Regione e Unione Europea”.

Così, stravolgendo il programma, il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha anticipato il suo intervento programmato a convegno inoltrato. “Sono felice di abbandonarvi perché dopo mesi di conflitto con il governo nazionale oggi sono atteso dal presidente Berlusconi per sottoscrivere un accordo a lungo inseguito – ha detto Vendola scusandosi per aver stravolto il protocollo . Con il governo nazionale è stata raggiunta un’intesa che salvaguarda anche il ruolo e la volontà del Consiglio regionale della Puglia che votando all’unanimità la legge sulle internalizzazioni ha manifestato inequivocabilmente una posizione che deve essere rispettata e sulla quale io non posso intervenire”. Così Vendola ha affrontato il tema del convegno e dato atto alle assemblee legislative del proprio ruolo. “Mi inchino alle prerogative delle assemblee legislative ed alla loro autonomia, ha detto Vendola – i Consigli regionali devono essere blindati rispetto ad ogni tentativo di condizionamento”.
Nel suo intervento Vendola ha anche toccato temi internazionali a partire dall’Europa e rivolgendo il saluto di benvenuto agli ospiti, il presidente della Puglia non ha nascosto come il progetto di integrazione europea viva momenti difficili. “Emergono a più riprese inquietanti voglie di fuga da un progetto che le nuove classi dirigenti intendono modificare rispetto ai principi originari. Il dibattito è aperto, c’è chi recalcitra ad ogni ipotesi di allargamento, ma chiunque metta in dubbio la costruzione di un’Europa ancora più grande dimostra un difetto di miopia”. Ed ancora Europa vista come deterrente al fondamentalismo religioso se a allargata ai Balcani ed alla Turchia”
All’interno di tale quadro l’Italia “in questo momento vive un momento complesso. Il federalismo è collegato al processo di integrazione, ma se le autonomie locali subiscono questo processo come una imposizione e non come una autonomia effettiva, il federalismo si trasforma in guazzabuglio tecnico-istituzionale e non in una chance come potrebbe essere”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

3 − uno =