L’assessore Alfredo Pagliaro ha organizzato questa mattina nella sala giunta del Comune di Lecce, una riunione al vertice per analizzare la situazione del randagismo canino che persiste ancora nei centri limitrofi alla città.

Presenti i Sindaci dei comuni interessati, il Corpo Forestale dello Stato, il Corpo di Polizia Municipale, il Servizio Veterinario Asl Area A e i docenti dell’Università del Salento Donato Posa e Carlo Storelli, in rappresentanza delle facoltà di Matematica e Statistica e di Biologia.

Il tavolo di lavoro prevedeva di cominciare con un’analisi approfondita del territorio, trovare cioè dati concreti circa la presenza dei cani randagi nella zona e le strutture che li ospitano o che li potrebbero ospitare. Un censimento vero e proprio insomma, a cui è stato già dato il via con la consegna di questionari in cui le amministrazioni dovranno dichiarare la presenza o meno di canili sanitari comunali e di un’anagrafe canina, i numeri dei cani presenti nelle strutture e di quelli vaganti e tutto ciò che possa velocizzare la fase operativa che seguirà quella conoscitiva.

“Questo il nostro primo obiettivo”, ha dichiarato l’assessore Pagliaro. “Un lavoro programmatico a cui seguiranno altre fasi riguardanti l’adozione e la riduzione delle nascite.”
E il richiamo dell’assessore è stato accolto dalle autorità interessate quasi all’unanimità. Stamattina infatti, soltanto i rappresentanti di tre comuni – S. Pietro in Lama, Lequile e Arnesano – non erano presenti al tavolo di lavoro.

“Ciò dimostra una massima volontà da parte di tutti di arrivare ad una soluzione.” Ha continuato Pagliaro, che ha poi ricordato quanto già è stato fatto nel capoluogo di Lecce, per mitigare il problema del randagismo: aumento delle adozioni, microchippatura, un progetto su un parco-canile che verrà presentato prossimamente e una pulizia sostanziale delle strade “che certamente non finirà qui.”