Ha poco più di tre mesi di vita, ma già è molto conosciuto tra i giovani che vivono, studiano o lavorano a Roma. Stiamo parlando del GP2, il Centro Giovanni Paolo II, non solo un pub, ma un luogo di incontro dedicato alle ragazze e ai ragazzi delle parrocchie

e dei movimenti cattolici della Capitale, e aperto a tutti i giovani. Si trova nei pressi della cripta della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, che fin dalle Giornate Mondiali della Gioventù del Giubileo 2000 accoglie le iniziative della Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma.
Un locale quindi, dove è possibile prendere un caffè, una birra, mangiare qualcosa, ma anche uno spazio nel quale i ragazzi possono parlare, giocare, navigare in internet, lanciare opinioni e idee, e raccontarsi la gioia dell’essere cristiani.
Non è un luogo dove parlare di fede, ma un’occasione di aggregazione, soprattutto per molti giovani universitari che ancora non conoscono la città e non hanno trovato nuovi amici.
Nel corso della settimana è infatti possibile assistere a concerti dal vivo, attraverso l’esibizione di band e gruppi emergenti che propongono la loro musica. Al GP2 vengono presentati libri, mostre, si guardano film, si parla di sport e si getta un occhio all’attualità.
Un locale proprio dove incontrarsi. «Sono venuto qui una sera con alcuni miei amici per vedere che cosa fosse questo GP2 – ha rivelato Andrea, un giovane romano all’uscita del locale – e non avrei mai immaginato di trovarmi bene e di rivedere altri miei amici ed ex colleghi che non sentivo da tempo. Mai avrei immaginato di incontrarli qui». Un pub aperto a tutti quindi: «Pensavo di trovare un locale parrocchiale – ha confessato Anna, una ragazza di Lecce, che frequenta l’Università a Roma – invece mi sono ritrovata con altri giovani con cui poter parlare in maniera molto semplice di tutto e di più».
Nello staff del GP2 sono quasi tutti volontari, molti del servizio civile, ma anche professionisti come i barman.
Il Centro Giovanni Paolo II vuole quindi offrire alla città uno spazio giovanile in cui affrontare questioni educative. «Non vogliamo alzare barriere a chi non è cristiano – ha affermato don Maurizio Mirilli, direttore del servizio per la Pastorale giovanile per la diocesi di Roma – perché questo luogo è aperto a tutti e soprattutto, per venire incontro alle esigenze dei giovani, è gratuito».
Una iniziativa lodata anche dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «La cultura dello sballo – ha detto – nasce come una sostituzione di qualcosa che sembra non ci sia. Questa è la sfida: che si può stare insieme anche senza sballo».

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