Le ragioni della passione. Approdi e avventure del sapere. Con questo titolo coinvolgente si presenta l’ultimo libro di Antonio Errico edito dalla casa editrice Kurumuny. Un titolo che lascia intravedere una complessità e una problematicità della trattazione che trova una sua ragion d’essere sia nell’argomento affrontato

che nella molteplicità dei riferimenti filosofici,antropologico –letterari cui l’autore fa riferimento.  Strutturalmente il libro si divide in più capitoli ognuno dei quali è dedicato ad un argomento, ad una voce, ad un aspetto polisemico del sapere, non inteso in senso enciclopedico ma come un viaticum, una continua evoluzione, “un cercare di comporre in unità la frammentarietà delle storie del mondo, di spiegarsi l’ordine del caos, il motivo di ogni inizio e di ogni conclusione”.  La creatività, la bellezza, la memoria, la narrazione, i libri e la lettura, il viaggio, sono voci che si scompongono e si ricompongono nell’analisi di Errico, si sfaccettano nel pensiero di più autori con cui si confronta, traendone una sintesi momentanea, un’ispirazione, un approdo, un punto di ripartenza, una ri-comprensione , che offre al lettore una densità di significati in cui affondare la propria esperienza e la piacevolezza di una lingua e di uno stile narrativi, che sono ben noti a chi conosce “l’Errico scrittore”, la sua prosa cadenzata, soave, leggera, musicale e avvolgente come un abbraccio. Ma queste voci hanno nel libro un interlocutore principale, un traguardo verso cui  orientarsi: l’insegnamento.  Ognuno di questi temi è analizzato alla luce di quanto l’insegnamento contribuisce alla loro diffusione, comprensione, salvezza o al contrario alla deriva in cui potrebbero essere abbandonati. Senza mai offrire punti di approdo definitivi, soluzioni certe e concluse,  l’analisi di Errico, pone interrogativi, propone strade da percorrere senza perdere di vista l’essenza della scuola, la sua importanza che è quella, fra le altre, di “far crescere le intelligenze (che vuol dire esistenze)”.

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