La magia del Natale illumina la strade di città e paesi, dalle grandi metropoli ai borghi di periferia; luci e colori animano l’atmosfera e accendono i cuori di grandi e piccini: Betlemme diventa ilo centro del mondo e rivive nelle tradizioni di quanti continuano a voler rievocare quella notte di duemila anni fa.

Il presepe è simbolo di speranza e testimonia la voglia di un futuro di pace e fratellanza.
Vignacastrisi per il sesto anno consecutivo, fa un tuffo nel passato e spalanca i portoni del borgo antico al mistero millenario e sempre nuovo della natività: le guardie romane presidiano un percorso di fede  e folklore, lungo il quale oltre dodicimila visitatori, almeno stando alle passate edizioni, rievocano le arti di un tempo, fatte di silenzio e sapienza: oltre trecento volontari, alla luce delle fiaccole, diventano mercanti, lattai, massaie, fornai. Le corti e le case antiche vengono popolate da figure in abiti d’epoca che, con entusiasmo e spirito di iniziativa, allietano le trenta e più scene di questo meraviglioso spettacolo: il ricamo, la tessitura a telaio, i mestieri del passato diventano protagonisti, contrapponendosi allo sfarzo e al lusso della reggia de Erode, luogo di perdizione e di piaceri effimeri. L’esaltazione della povertà cristiana, che accoglie con gioia e con zelo operoso il Redentore, culmina in una umile casa a corte: in una stalla, scavata nel tufo, Maria e Giuseppe vegliano con amore un bimbetto avvolto in fasce, nel ferro intenso di una notte scaldata solo da un bue e un asinello e dal calore di una moltitudine di fedeli che assistono con gioia al miracolo della vita.
Il presepe vivente di Vignacastrisi viene apprezzato per la  vivacità ed il carattere dinamico delle scene e dei personaggi che lavorano, interagiscono con i visitatori e si muovono nel borgo come in una vera cittadina della terra di Giudea. È l’unico presepe in cui la ricostruzione degli avvenimenti comincia il 24 dicembre con Giuseppe e Maria in groppa all’asinello che cercano alloggio.
Alla fine del percorso vengono distribuite le tradizionali pittule calde e vin brulé.

Maura Corrado

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