Sabato sera l’ennesima scoperta di materiale pirotecnico illegale. Nelle campagne tra Arnesano e Carmiano, i militari della Guardia di Finanza hanno scoperto 130 kg di botti nei locali di un opificio appartenenti ad un 35enne del luogo.

L’uomo, denunciato a piede libero in quanto incensurato, aveva lavorato in passato in un’attività di questo genere ma ormai non possedeva più le autorizzazioni necessarie per la realizzazione del materiale.

Le fiamme gialle hanno notato un via vai sospetto nel luogo situato tra i due comuni che fortunatamente era anche isolato dai centri abitati; fermato il 35enne, lo hanno costretto ad una perquisizione. Sono stati così rinvenuti i botti, dichiarati poi illegali in quanto di quarta e quinta categoria. Una parte di questi inoltre, è priva di etichettatura, di chiara fattura artigianale e di dubbia sicurezza. L’altra invece, proviene dalla Cina e nonostante presenti l’etichettatura richiesta per legge, non può essere commercializzata senza le autorizzazioni del Prefetto.

Permessi ed etichette, sono infatti elementi necessari per consentire la vendita dei botti di quarta e di quinta categoria, che sono quelli considerati i più pericolosi e che al momento dell’acquisto, devono essere segnalati alle autorità competenti esattamente come se si fosse in possesso di un’arma da sparo. Bisogna infatti denunciarne il possesso e anche dichiarare il momento in cui verranno fatti esplodere, come ad esempio avviene per le ditte pirotecniche che si esibiscono durante le feste patronali.
Nelle etichette poi, fondamentali per la sicurezza del consumatore e quindi obbligatorie per legge, devono essere segnalati i materiali e gli innesti utilizzati per la fabbricazione del botto, gli estremi del Ministero che ne autorizza il commercio e i tempi di combustione della miccia. Senza queste basilari informazioni, i botti sono potenzialmente pericolosi e non adatti alla vendita.

Questo che è avvenuto sabato non è il sequestro più ingente. Già dai primi giorni di dicembre, sono stati infatti confiscati quasi una tonnellata e 300 chili di botti ma questa volta il tipo di materiale – bombe carta di grosse dimensioni completamente artigianali, botti della grandezza di un palloncino ecc –  ha convinto le fiamme gialle ad un richiamo sulla cittadinanza all’attenzione e alla prevenzione in vista del Capodanno.
Comprare quindi solo i fuochi considerati “Declassificati”, quelli venduti sulle bancarelle o nelle ditte autorizzate e non ai minori di 14 anni. Per l’acquisto dei botti di quarta e quinta categoria invece, la vendita è solo per i maggiorenni e con le modalità sopra citate. Segnalare poi, le attività illegali: se qualche cittadino si rende conto della presenza di mercati di questo genere, è tenuto ad avvisare le forze dell’ordine, perché possano intervenire al più presto ed evitare che i festeggiamenti di questo periodo si trasformino in tragedia. Controllare inoltre che sulle etichette, i botti non contengano idrossido di magnesio, che non solo avvelena l’organismo con le esalazioni ma in caso di incidenti oltre al danno dell’esplosione, causa anche delle ustioni profonde, difficili da risanare.

Sono queste e molte altre le regole da seguire, che sono state riassunte in un decalogo che la Guardia di Finanza ha messo a disposizione già dallo scorso anno.