I Gruppi consiliari dell’opposizione di centrodestra alla Regione Puglia, Pdl, Puglia Prima di Tutto e I Pugliesi, convocati congiuntamente dai tre Presidenti Rocco Palese, Francesco Damone e Davide Bellomo, al termine dei lavori della Prima commissione che ha licenziato il Bilancio di previsione 2011

della Regione Puglia, esprimono tutto il loro dissenso dalle scelte della Giunta Vendola orientate a mettere le mani nelle tasche dei cittadini, aumentando l’accisa regionale sulla benzina, lasciando intatte spese inutili, discrezionali, mirate solo ad aumentare il consenso politico – elettorale del Presidente Vendola e dei partiti della maggioranza.
“E’ inaccettabile – commentano Palese, Damone e Bellomo – che Vendola decida di aumentare l’accisa sulla benzina, una tassa che va a pesare sui bilanci di tutte le famiglie e nelle tasche di tutti i cittadini, anche dei meno abbienti. Basti pensare che un pieno di un’auto di media cilindrata dal primo gennaio prossimo, per incosciente decisione di Vendola, costerà almeno 10 euro in più rispetto ad oggi. A questo si aggiunga che una delle poche note positive di questo Bilancio promesse nei giorni scorsi, e peraltro prevista da una legge del Governo Berlusconi, come l’azzeramento dell’Irap per le nuove aziende che si apriranno in Puglia nel 2011, è stata inspiegabilmente eliminata dal Bilancio”.
I consiglieri di centrodestra, poi, contestano a Vendola le motivazioni che adduce per giustificare l’aumento dell’accisa sulla benzina: “Dice che sarà una specie di tassa di scopo per finanziare i servizi sociali a causa dei tagli del Governo nazionale. E’ falso! I tagli dei trasferimenti statali – spiega il Pdl – sono minimi e non giustificano certo un aumento di un’accisa così odiosa che pesa anche nelle tasche di quei cittadini che Vendola dice di voler aiutare. Con una mano promette di dare e con l’altra toglie. Avrebbe potuto tagliare i costi della politica, i costi della comunicazione e dell’autopromozione che lui e la Giunta fanno di sé con centinaia di convegni, migliaia di spot e manifesti, decine di missioni e trasferte, fiumi di denaro spesi per spettacolini e festival del cinema”.
Sulla spesa sanitaria si concentra il capogruppo Palese: “Devono spiegarci perché nel Bilancio non vi è una sola norma tesa a diminuire gli sprechi della spesa sanitaria, delle forniture, di quegli acquisti ingiustificati di beni e servizi ammessi dalla stessa Giunta nel Piano della Salute. Il Bilancio non è condizionato dai tagli statali, ma dal fatto che ogni anno la Giunta è costretta a coprire con fondi propri e con tasse il buco della sanità che continua ad aumentare. Diciamo no con tutte le forze alle nuove tasse – conclude Palese – e in Consiglio dimostreremo con i nostri emendamenti che si poteva e si doveva fare diversamente”.

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