Il momento è particolarmente delicato, è necessario uno sforzo comune ma quanto si potrà realizzare sarà frutto della chiarezza con la quale si affronterà la difficoltà. Basta continuare a rilasciare dichiarazioni solo di facciata…

In un mio precedente articolo avevo posto l’accento  come, dinnanzi al rendimento sconcertante del Lecce, non si potesse far leva sul fatto che ci fosse il “fortilizio” interno che assicurava i punti necessari. Questo fortilizio era, per giunta, da considerarsi piuttosto anomalo dal momento che non era supportato da un incitamento particolarmente caloroso da parte dei supporters ma era frutto, invece, anche di circostanze fortunate (e nel calcio ci vuole anche la fortuna!) e di una certa brillantezza iniziale di qualche elemento che via via  è andato  “sgonfiandosi”.
Pensavo che questo fosse sufficiente agli aventi causa per cercare di dare una correzione alla deriva in atto; non avendo riscontrato alcun miglioramento nel rendimento, ma avendo visto che si andava avanti come se nulla fosse successo o potesse succedere, ho evocato il Titanic per evidenziare il fatto di come si potesse continuare a far finta di nulla, a ballare e divertirsi mentre il piroscafo affondava. Credo che mai, come adesso, questa immagine vada bene per il Lecce, colto anche dalla “sindrome di Tafazzi”, con una spiccata vocazione al martirio. Le  dichiarazioni rese dopo l’ultima sconfitta mi sembra siano abbastanza emblematiche. Il presidente non si dice preoccupato ma preoccupatissimo (e ne ha motivo!) solo che aggiunge che il Genoa”è riuscito a metterci in difficoltà solo in due occasioni tramutatesi in reti”  mentre per il resto della partita sembrerebbe che il Lecce fosse stato sfortunato
Ho visto molto calcio nella mia vita per non rendermi conto che si tratta di un gioco non per sognatori od esteti, ma per pragmatici e cinici perché, dice il Catalano della band Arbore, per vincere bisogna fare un gol più dell’avversario e non giocare meglio, non riuscendo mai a capire quale questo “meglio” possa essere. Le partite del Lecce hanno ormai evidenziato come questa squadra non abbia mai avuto chi abbia curato in modo particolare la “fase difensiva”; forse il bistrattato Papadopulo ci ha provato; De Canio che dice “noi siamo questi” afferma, quasi preannunciando la resa, che non si può migliorare; personalmente non credo che basti acquistare uno o due difensori di valore per far migliorare la retroguardia perché la “fase difensiva” è curata piuttosto zemanianamente non facendo, però, altrettanto per la fase offensiva.
In difesa son cambiati i nomi ( ci sono stati Donati, Rispoli, Giuliatto, Mesbha, Sini, Ferrario, Fabiano, Gustavo, Brivio ma il risultato non è mai cambiato. Saranno, forse tutti bidoni? Non credo anche perché vedo settimanalmente un giocatore che a Lecce rendeva poco e che a Parma fa vedere di saper giocare e mi riferisco ad Angelo. Non ho volutamente inserito fra questi difensori Diamoutene che mostra come ci sia anche la sindrome di Tafazzi, ma questo aspetto merita un capitolo a parte perché riguarda qualcosa che calcio “non è”. Ora, con questa serie di verità discordanti su tutto, credete sia possibile raddrizzare la barca? Credo ancora di sì sempre che ci si convinca come sia necessario rinunciare a qualche giocata di fino e qualche fraseggio sterile a centrocampo, si pigli  in considerazione il fatto che si possa anche giocare a uomo, essere “tignosi” e, quando opportuno, buttare anche la palla in tribuna. Possibile che sui calci piazzati tutti i nostri baldi calciatori giochino alle belle statuine facendosi uccellare da qualcuno che salta sempre più alto oppure che si trova sempre libero? E’ vero, come dice De Canio, che bisogna anche tener conto della bravura dell’avversario, ma mi sembra che Ranocchia abbia colpito in perfetta solitudine e che Toni, già alto di suo, non abbia avuto ostacolo nel colpire. Quindi va bene l’avversario, ma non si cerchino alibi per le insufficienze “didattiche”.
Mi auguro che con il mercato di gennaio si possano inserire due o tre elementi che cambino la “mentalità” a questa squadra così come avvenne con Sicignano, Bolanho, Franceschini. Chissà, mi affido ai corsi e ricorsi storici di Vico!
PS. Al momento in cui scrivo non si sa ancora se si giocherà o meno. Mi auguro di no per consentire alla squadra di avere un po’ più di tempo per guardarsi negli occhi e “riflettere” sempre che lo si voglia!  Da parte degli aventi causa ci vuole CHIAREZZA e CORAGGIO.

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