Giovedì 16 dicembre (ore 22.00 – ingresso 10 euro) all’Istanbul Cafè di Squinzano (Le), Claudio Lolli, uno dei maestri della canzone d’autore, torna nel Salento accompagnato da Il Parto delle Nuvole Pesanti, uno dei migliori gruppi della musica popolare e cantautorale italiana, in un concerto per Radio Popolare Salento.

Claudio Lolli e Il Parto delle Nuvole Pesanti collaborano dal 2003, quando la band calabrese rivisitò quel manifesto intramontabile della musica d’autore italiana scritto da Lolli nel 1976, assieme alla canzone più conosciuta e cantata della storia del poeta bolognese “Ho visto anche degli zingari felici”. Un manifesto di rabbia, musica e poesia riproposto da diversi altri cantanti italiani, tra tutti Luca Carboni in Musica Ribelle. Un concerto colmo di parole e suoni densi e importanti, voluto fortemente da Radio Popolare Salento, da Claudio Lolli e in particolar modo dal Parto delle Nuvole Pesanti, forti del significato che queste serate possono offrire ai propri ascoltatori e sostenitori. Un concerto raffinato e ribelle imperdibile per rivivere momenti di aggregazione e poesia.

Schivo, problematico, innamorato delle atmosfere desolanti tristi e malinconiche, Claudio Lolli è abile nel mettere in musica le delusioni e il pessimismo di un’epoca. Inizia la sua carriera con l’album “Aspettando Godot”, cui seguirono “Un uomo in crisi” (1973) e “Canzoni di rabbia” (1974). Dal 1975 al 1977 Claudio Lolli inizia una nuova fase della sua attività artistica, arricchendo gli arrangiamenti con sezioni di fiati e percussioni e girando in tour con un nutrito numero di musicisti, un esempio che verrà poi seguito da altri cantautori. Il disco della svolta è “Ho visto anche degli Zingari Felici”, il suo disco più noto che contribuì nella canzone d’autore concezioni melodiche innovative. Dopo 10 anni di ritiro dalle scene, durante i quali si dedica al ruolo di professore di liceo, Lolli ritorna ad esibirsi dal vivo in un recital al Teatro Puccini di Firenze nel marzo 1993. Dal 1995, accompagnato da Paolo Capodacqua, Claudio Lolli riprende a suonare dal vivo. Nel dicembre ’98 riceve il premio Piero Ciampi alla carriera e nel 2001 pubblica “Dalla parte del torto”. Nel 2003 realizza con Il Parto delle Nuvole Pesanti il live “Ho visto anche degli zingari felici”. Sempre nel 2003 è stata pubblicata per Stampa Alternativa la sua biografia, nella collana Eretica Speciale, scritta e curata da Jonathan Giustini, con allegato il disco live, testimonianza del reading che porta da quindici anni avanti con il chitarrista Paolo Capodacqua. Nel 2006 è uscito il suo nuovo disco completamente di inediti, “La scoperta dell’America”, prodotto e distribuito da Storie di Note. La scoperta dell’America è il primo disco di inediti del cantautore dopo oltre otto anni. Si tratta di un album concept, a tema, che riflette sulla nostra difficile contemporaneità e sul destino di certe “scoperte” destinate ad influire sulle nostre vite in maniere differenti e con diverse sensibilità. A partire da (Il grande poeta russo) Majakovskij e la scoperta dell’America, brano che apre il lavoro e subito rompe il cielo dell’illusione e rivela lo sfratto occidentale e le sue lacrime in cui l’unica speranza sarà strappare la gioia ai tempi futuri.

Nato a Bologna nei primi anni ‘90 dall’incontro di alcuni studenti calabresi, con il nome poetico e suggestivo de Il Parto delle nuvole pesanti, ben presto la band si trasforma in un collettivo di oltre dieci musicisti. Dopo quasi venti anni di carriera, numerosi cd all’attivo, moltissime collaborazione e concerti in giro per l’Italia, nel 2010 esce il nuovo disco “Magnagrecia “che segna un’ulteriore evoluzione della band dallo stile “etno-autorale” a quello “rock world music”, con inedite timbriche elettro – acustiche. Il disco è ricco di suoni originali e crudi, ancestrali e futuristici insieme, prodotti con gli strumenti che più appartengono alla storia della band quali percussioni, cajon, fisarmonica, tamburelli, chitarre, mandolini, a cui si aggiungono quelli delle bande musicali mediterranee, degli archi mitteleuropei e dei tanti collaboratori che fanno del disco un esempio di musica collettiva. I testi cantati spesso a più voci e in diverse lingue e dialetti, affrontano temi di attualità come lo spopolamento dei piccoli centri con dispersione di comunità e perdita di culture, la mafia, l’ambiente, il viaggio, il diritto alla terra, alla vita e alla morte e raccontano storie di paesi abbandonati, rovine, viaggiatori, poveri, umili, naufraghi, profughi, emarginati, emigranti ed immigrati, nelle diverse forme che assumono nello spazio e nel tempo. Ospiti d’eccezione sono il cantautore bolognese Claudio Lolli, il trombettista Roy Paci, la violinista magiara Zita (partecipazione con Zucchero, Morgan, Vecchioni) la vocalist iraniana Sepideh Raissadat (ospite nel disco di Battiato, Fleur 2) e la Banda di Fiati di Delianuova (diretta da Riccardo Muti al Festival Internazionale di Ravenna).

Venerdì 17 dicembre all’Istanbul Cafè serata a base di ruvide sonorità con Lonny Blaster, quattro hard rockers dalla provincia di Taranto ormai veterani della scena pugliese, attivi dal 2000 attraverso vari cambi di formazione, propongono un sound stradaiolo e coinvolgente, tra vecchi Guns’n’Roses e AC/DC, Ashram inside, la formazione gallipolina guidata dai fondatori Saverio Giaffreda (voce) e Giuseppe Fracasso (chitatta) ha visto l’ingresso di Andrea Doria (storico batterista dei Kiss Of Death), di Salvatore Marini (basso) e di Luca Alfieri (chitarrista già all’opera coi Kronium) e Muff.it.one, nuova band hard rock dal tarantino, che vede tra le sue fila membri ed ex-membri di Evillive, Cosmic Heresy e The Sovran e propone cover e pezzi inediti che spaziano per stile dall’hard anni ’70 al grunge al rock’n’roll.

Sabato 18 dicembre (ingresso 3/5 euro) appuntamento con la musica cubana dei Cuentas Claras, progetto nato nel 2003. I temi di cui raccontano nei loro testi i Cuentas Claras sono quelli dei mali del mondo, della vita e dei suoi problemi. C’è u…na dimensione globale ma c’è anche una dimensione intima, personale. Poesia urbana per raccontare la realtà dell’Avana. Il tentativo, riuscito, dei Cuentas Claras è quello di mescolare il rap con i ritmi peculiari di Cuba e con i diversi generi musicali che i componenti del gruppo hanno attraversato,dalla musica tradizionale cubana, al jazz, al funk. Questo lavoro di fusione è un tratto comune nei raperos cubani che non possono rinunciare alle sonorità dell’isola. I Cuentas Claras sono in Italia per presentare il progetto El topo Producciones, tentativo di produzione indipendente nella città dell’Havana El topo opera soprattutto alla Madriguera, una specie di centro sociale autogestito dall’interessante e super attiva Associazione Hermanos Saiz. La Madriguera è il cuore pulsante dell’underground cubano. Il progetto El topo nasce da una sinergia e un amore comune per la musica.

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