E’ proseguito oggi, con l’analisi delle problematiche relative alle coste basse pugliesi, l’esame dello stato di criticità in cui versa il sistema costiero pugliese e dei possibili interventi di salvaguardia e difesa dall’erosione, in base agli studi condotti sulla dinamica delle coste dal Laboratorio di Ingegneria

delle coste del Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica del Politecnico di Bari, per conto dell’Autorità di Bacino della Puglia. L’assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati ha infatti convocato questa mattina a Bari i rappresentanti delle sei province pugliesi e dei 48 comuni interessati, per completare un’analisi già avviata ieri con i 55 comuni caratterizzati da costa alta. 
Detto studio, finalizzato ad una gestione integrata dell’intero ambiente costiero, si basa su un’analisi dettagliata delle caratteristiche geomorfologiche e meteomarine del litorale pugliese, suddiviso questo in ambiti omogenei, ovvero in unità fisiografiche, in rapporto al suo comportamento rispetto all’azione marina e alla dinamica dei sedimenti.
Al fine di meglio garantire, nella pluralità degli interessi ai diversi livelli territoriali, la tutela e valorizzazione delle aree costiere pugliesi, le Linee Guida presentate assumono che, per ciascuna Unità Fisiografica, tutti gli interventi di mitigazione del rischio di erosione e dissesto per le coste basse, di natura pubblica o privata, dovranno essere coerenti con gli interventi individuati nello Studio realizzato, ed in particolare con gli indirizzi di “Individuazione di strutture di mitigazione del rischio per ciascuna unità fisiografica”, e “ Strutture convenzionali e non per la difesa delle coste”.
Per la individuazione della tipologia di sedimenti, caratteristiche di trasporto solido e di moto ondoso, utilissimi riferimenti scientifici per le scelte progettuali a farsi d’ora in avanti saranno costituiti da “Analisi dei processi idraulici ed idrologici a scala di bacino per la definizione della componente solida fluviale” e “Determinazione del clima meteo marino al largo e sottocosta e del trasporto solido per paraggi significativi della costa pugliese” dello studio complessivamente realizzato dal Laboratorio di Ingegneria delle Coste.
“Abbiamo ritenuto di invitare anche oggi tutti i comuni e le province – ha detto Amati –  perché anche loro sappiano con precisione scientifica qual è la situazione delle coste. Lo studio, consegnato dal Politecnico di Bari all’Autorità di bacino della Puglia,  sarà presto portato in Giunta affinchè le linee guida tracciate dal lavoro eseguito, diventino prescrizioni. La trasposizione in precetto delle linee guida sarà utile per dire ai comuni e agli operatori quali sono le opere compatibili; crediamo che la pubblica amministrazione abbia il dovere di dare un orientamento e tracciare il solco entro cui lavorare. Lo studio ci permetterà inoltre di conoscere anche i criteri di approvazione della programmazione finanziaria delle opere, emancipandoci da ‘interventi-spot’ o da sorte e scaltrezza dei singoli operatori. Abbiamo bisogno di avere uno sguardo più ampio anche per poter meglio chiedere al Governo nazionale e all’Unione europea le risorse utili a corrispondere alle giuste esigenze del territorio. Attraverso una completa analisi dello stato delle coste inoltre ci apriamo anche ad un’altra possibilità, in grado di sedurci enormemente: le coste basse sono fonte di reddito e secondo noi chi investe capitale e lavora ha il giusto diritto non solo di star bene ma anche di arricchirsi. Anche l’imprenditore dunque- ha concluso – che nello svolgimento della sua attività,  è disposto a far fronte alle problematiche del territorio, avrà ora la possibilità di conoscere esattamente che tipo di intervento attivare”.

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