“Il derby a porte chiuse? Penso ci sia poco da aggiungere a quello che si e’ detto, in tanti si sono espressi su un argomento cosi’ delicato. A me interessa porre l’accento sul significato di questa decisione e quindi guardare al problema in maniera piu’ profonda”.

Gigi De Canio, tecnico del Lecce, commenta cosi’ la disposizione del prefetto di Lecce che ha ordinato di far disputare a porte chiuse Lecce-Bari, in programma giovedi’ 6 gennaio. “Quello che si evince da questa determinazione e’ un problema dell’Italia intera, che si puo’ riscontrare anche in altri tipi di manifestazioni. Il significato di quanto deciso va oltre il calcio – sottolinea l’allenatore – e’ un problema della societa’ civile, che va oltre lo sport e una singola gara. Il calcio si gioca per la gente ed e’ una gioia scendere in campo per i tifosi, la cui presenza regola emozioni. E’ gia’ avvilente quando ci sono pochi spettatori, non esiste una gara di calcio senza pubblico. Certo una decisione di questo tipo e’ un danno sotto tanti aspetti; mi riesce difficile scindere l’aspetto sportivo, dove saremmo penalizzati, da quello sociale. Tutti noi abbiamo a cuore il calcio e vogliamo salvaguardarlo, come tutti i valori della nostra societa’ civile”. De Canio cambia argomento e traccia un bilancio dell’anno che va a chiudersi. “Personalmente sono molto soddisfatto di questo 2010 perche’, anche con delle difficolta’, abbiamo ottenuto dei risultati importanti. Non penso solamente alla promozione in serie A, ma anche al rispetto degli obiettivi economici che ci eravamo imposti. Anche il secondo semestre e’ stato affrontato allo stesso modo e ci ha portato a dei risultati interessanti, che ci vedono rammaricati per alcuni punti che ci mancano in classifica

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