“Non siamo contenti di questa decisione. La peggiore che potessero prendere. Difendere l’ordine pubblico vietando ai tifosi di entrare allo stadio e’ la peggiore soluzione”. Lo ha detto il presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro, sulla decisione del Prefetto di Lecce di fare disputare il derby pugliese tra Lecce e Bari a porte chiuse.

“Penso che sia il fallimento assoluto della tessera del tifoso, che ha costretto il Prefetto a chiudere lo stadio penalizzando i tifosi che vanno a vedere uno spettacolo sportivo – ha proseguito -. I tifosi si incontreranno fuori. Lo sport ne esce sconfitto. La tessera del tifoso andrebbe rivista. E’ un palliativo che serve a poco e nulla”. Il numero uno del club salentino ha aggiunto: “Il prefetto sara’ stato magari influenzato da quello successo anni fa: tifosi arrivati in ritardo hanno forzato cancelli e hanno devastato lo stadio tirando bombe carta e creando disagi. Questo problema non si voleva proporre e il prefetto ha preferito vietare l’ingresso. Cosi’ si penalizza il calcio e il Lecce”.

 

 

<< La decisione odierna – dichiara il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone – che immagino pur certamente suffragata da valutazioni investigative e d’indagine preventiva delle forze dell’ordine, priva i salentini di uno spettacolo unico come il derby di Puglia, che da tanti anni era atteso in Serie A. La decisione stessa, dunque, fa emergere tutte le limitazioni dello strumento della “Tessera del Tifoso”, strumento che così come concepito – evidentemente – non consente di garantire l’adeguato livello di ordine e sicurezza pubblica senza questi interventi ulteriormente restrittivi che invece finiscono per ripercuotersi negativamente ed esclusivamente su tutta la tifoseria. Convinto che i sostenitori del Lecce abbiano a lungo aspettato questo momento, carichi di passione sportiva e per niente di volontà violenta, mi sento di lanciare un ultimo appello alle sensibilità e alle valutazioni degli organi preposti affinché si trovi una qualsivoglia altra formula non così restrittiva in grado di tutelare gli appassionati di calcio del Lecce, senza privarli della visione diretta, allo stadio, del derby >> .

 

“La sensazione più immediata che ci provoca la notizia di un derby a porte chiuse è quella di una profonda amarezza”. Così il sindaco di Lecce, Paolo Perrone commenta la decisione di far disputare il derby Lecce-Bari del prossimo 6 gennaio senza la partecipazione dei tifosi delle due squadre per motivi di ordine pubblico.“Ovviamente – continua – avremmo preferito che la partita si fosse giocata, come sempre, davanti a due tifoserie festanti, ma ci rimettiamo ai responsabili dell’ordine pubblico e alle loro decisioni. Non posso non constatare, a questo punto, che la Puglia sportiva sarà privata della possibilità di assistere al suo appuntamento più importante. Una partita dall’incredibile fascino come quella tra il Lecce ed il Bari perde i suoi significati più importanti se giocata di fronte alle tribune vuote. E’ una sconfitta per lo sport, per i tanti appassionati dell’una e dell’altra squadra, per quella Puglia che si afferma in un settore dominato dai giganti. Non riesco a capacitarmi del fatto che la stupidità di qualche decina di individui possa sottrarre a migliaia di persone un grande momento di gioia e di partecipazione sociale. Purtroppo, il messaggio che l’Italia e l’Europa del calcio recepiscono oggi è che Lecce e Bari contano su tifoserie incivili. Le due città e le loro comunità non meritano assolutamente tutto questo”.

“L’atteso derby Lece-Bari si disputerà  a porte chiuse. Così ha deciso chi è deputato alla gestione dell’ordine pubblico. È una decisione sofferta e, soprattutto, partorita dopo giorni di attenta riflessione e meditazione, una decisione che bisogna rispettare nella maniera più assoluta, ma non per forza condividere. “ Lo dichiara l’assessore di Lecce, Massimo Alfarano. “A pagare saranno i tifosi abbonati tesserati sia del Lecce che del Bari, turlupinati da chi aveva loro promesso che con la famigerata tessera del tifoso si sarebbero superate le montagne e si sarebbe potuto camminare sulle acque. Così non è stato, si è decretato oggi il fallimento di questa tessera. Con buona pace di chi si è speso in suo favore, oggi si è sancita l’impossibilità, da parte dello Stato, rappresentato in loco dal Prefetto di Lecce, di gestire l’ordine pubblico in una partita di calcio, probabilmente anche a causa del sottodimensionamento degli organi  di polizia che impedisce di fatto al cittadino di sentirsi sicuro all’interno di uno stadio.
In questa giornata triste per lo sport ci sia consentito esprimere tutta la nostra vicinanza ai tifosi del Lecce organizzati e non che, ne siamo certi, con i loro canti e le loro coreografie avrebbero reso più spettacolare una partita che, guardando la classifica delle due squadre, non sembra esserlo.”

 

“Come uomo di sport e cittadino avere questa decisione lascia esterrefatti. Ci si sente importanti di fronte a preoccupazioni che possono essere riconducibili a pochi violenti che potrebbero danneggiare uno spettacolo sportivo”. E’ il commento di Claudio Garzelli, direttore generale del Bari, sulla decisione del Prefetto di Lecce di far disputare il derby Lecce-Bari del prossimo 6 gennaio a porte chiuse. “In questo momento non possiamo che rispettare la decisione del Prefetto di Lecce che si e’ assunto una decisione cosi’ importante. Doveva avere informative tali da giustificare la chiusura dello stadio. Dal 2008 per la tifoseria barese ci sono state tante trasferte che la tifoseria ha effettuato comportandosi sempre in modo civile. Al punto che la nostra societa’ – ha continuato – ha subito una quantita’ di sanzioni insignificanti e questo vuole dire che la correttezza e’ la base della sicurezza”. E ha concluso: “In un momento in cui la squadra non va bene la nostra tifoseria ha un comportamento corretto, incoraggiante verso la squadra. Non possiamo che prendere atto della decisione”.

 

“Far giocare l’atteso derby Lecce – Bari a porte chiuse, negando l’accesso anche ai tifosi giallorossi, appare una decisione quantomeno incomprensibile, che ci auguriamo possa essere rivista dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica con il pieno supporto di tutte le istituzioni”
È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, intervenendo dopo la notizia di far giocare a porte chiuse il derby del prossimo 6 gennaio.
“È fuori dubbio – prosegue Buccoliero – che la sicurezza e l’incolumità dei tifosi venga prima di ogni cosa, ma la sicurezza può essere garantita senza dover ricorrere a una scelta così drastica che, di fatto, penalizza solo i veri tifosi e le tante famiglie che, come da tradizione, attendono il derby per festeggiare i colori dell’amata squadra. Tuttavia, c’è ancora il tempo perché una simile scelta possa essere rivista e corretta, magari con il supporto concreto delle istituzioni, in modo che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e lo stesso Prefetto di Lecce possano avvertire il supporto e la collaborazione di quanti considerano il derby un’occasione di festa e di incontro. In questo momento, c’è un proliferare di dichiarazioni istituzionali, che criticano apertamente la decisione di far giocare il derby a porte chiuse; probabilmente, le stesse istituzioni, in caso di incidenti tra tifoserie, sarebbero pronte a sconfessare apertamente le decisioni del Prefetto e dell’intero Comitato. Facciamo in modo, allora, che nel rivedere una decisione così importante, che permetterebbe ai tifosi giallorossi di partecipare ad un derby in serie A atteso da dieci anni,  il Prefetto e il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica non siano lasciati soli, ma avvertano il pieno sostegno di tutte le istituzioni, condividendo responsabilità e conseguenze di una decisione tanto attesa. Probabilmente, in un clima di maggior condivisione e collaborazione sarà possibile guardare non solo alla sicurezza delle tifoserie, ma anche al piacere di vivere il derby attraverso un tifo sano e rispettoso.
Diversamente – conclude Buccoliero – non si può non rilevare come un derby negato finirebbe con il rappresentare la mera sconfitta dei valori più autentici e puliti, che devono sempre animare il mondo sportivo”.

 

La decisione del Prefetto – afferma l’europarlamentare Raffaele Baldassarre – di vietare l’accesso alla stadio in occasione della partita Lecce – Bari va rispettata in quanto tale ed è opportuno che ognuno si assuma una responsabilità civica extra ordinaria come extra ordinario si è rivelato questo provvedimento.
Di certo si tratta di un fatto grave per l’immagine della nostra regione e del Salento, per tutti i tifosi leccesi, e per i cittadini in genere che vedono preclusa l’opportunità di partecipare ad un atteso evento sportivo, tuttavia un fatto inevitabile purtroppo.
Lecce Bari è la partita per eccellenza da queste parti ma è evidente, specie dopo i fatti del 2008, che ormai non si tratta più di un momento squisitamente calcistico.
Il provvedimento della Prefettura si è reso necessario per via di alcune informazioni riservate che le forze di polizia hanno fornito alle autorità governative.
Insomma è troppo tardi per garantire un sereno svolgimento della partita e assicurare l’incolumità di tutti.
Se in poche migliaia i tifosi baresi due anni fa hanno prodotto un clima di guerriglia in città, figuriamoci cosa possono fare 17mila tifosi del Bari a Lecce il giorno dell’Epifania, perché purtroppo l’obiettivo di alcuni, e sono tanti i facinorosi, non è solo quello di fare il tifo per la propria squadra.
Di sicuro resta il rammarico per la caduta d’immagine del nostro territorio a livello nazionale e siccome ci appare inaccettabile che in futuro non si possa andare allo stadio a vedere il derby Lecce Bari, soprattutto in serie A, ci auguriamo che le autorità di Governo e le Forze di Polizia possano arginare i violenti, fermare i malintenzionati e garantire il normale confronto agonistico alla prima occasione utile.

 

“La decisione di far giocare il derby di Puglia a porte chiuse, non contribuisce a diffondere quell’immagine positiva di  città come Bari e Lecce, amate e apprezzate anche fuori dai confini pugliesi e nazionali per le loro bellezze architettoniche ma soprattutto per l’accoglienza, il calore e la generosità delle popolazioni locali”. Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, commentando la notizia sulla decisione di far giocare il derby Lecce-Bari senza spettatori.
“Pur nel rispetto delle Istituzioni e delle forze dell’ordine che garantiscono con il loro impegno il vivere civile ed il rispetto delle leggi – ha continuato il presidente dell’Udc – tale decisione appare incomprensibile e certamente non contribuisce a migliorare i rapporti tra due tifoserie della stessa regione. L’intemperanza di pochi scalmanati che nelle scorse edizioni hanno creato tafferugli e problemi all’ordine pubblico non sembra possa giustificare una decisione così drastica. Facciamo un appello affinché venga revocato tale provvedimento, valutando con attenzioni le possibili conseguenze sul piano sociale, dell’ordine pubblico ed anche dei danni economici che si arrecano a due nobilissime città il cui nome e la cui tradizione dell’accoglienza sono conosciuti in tutto il mondo. Ci sono i tempi ed i modi affinché la partita possa essere giocata con la presenza ed il sostegno delle due tifoserie, prevenendo ed  impedendo qualsiasi intemperanza e possibile incidente”.
“Consideriamo la permanenza in seria A di Lecce e Bari un patrimonio di tutta la regione Puglia. Per questo, per il futuro – ha concluso Salvatore Negro – ci auguriamo che anche la politica faccia la sua parte nell’abbattere pregiudizi e barriere che tengono ancora lontane le tifoserie di due squadre pugliesi e che non si debba più far ricorso a simili drastiche e pregiudizievoli decisioni”.

“Sconcertante e senza precedenti il provvedimento assunto dalle autorità governative.” Interviene così il Sindaco di Leverano Cosimo Durante. “Lecce – Bari a porte chiuse significa dire all’Italia intera “cari italiani da queste parti non siamo in grado nemmeno di poter disputare una partita di calcio”.
Le forze dell’ordine non garantiscono la sicurezza alla città e ai nostri tifosi e il Prefetto è costretto dall’alto a vietare lo stadio anche ai bambini, alle donne e alle persone garbate.
Del resto che le cose non stiano funzionando proprio bene, ce ne siamo accorti.
Il Ministero dell’Interno non sa come affrontare la vicenda e le autorità locali che hanno già i loro problemi nel rassicurare il territorio sull’allarme rapine nel Salento, certamente non saprebbero cosa dire su possibili degenerazioni a livello di confronto fra tifosi, a parte addossare tutte le colpe ai tifosi.
Si doveva arrivare a pochi giorni dalla partita per capire che Lecce Bari è a rischio? Siamo nelle condizioni di doverci arrendere a un manipolo di scalmanati? I nostri governanti che predicano efficienza, ordine e sicurezza, cosa hanno fatto fino  a oggi?
Sono convinto che gli sportivi salentini capiranno alla fine che a questo punto è meglio così come ha deciso il Prefetto di Lecce, ma capiranno anche chi sono i responsabili indiretti di questo scippo al calcio e allo sport leccese. E anche l’Italia se ne farà un’idea.”

 

Siamo rammaricati e turbati – dice l’on. Ugo Lisi – come cittadini e tifosi del Lecce, perché in un momento delicatissimo per le vicende calcistiche della squadra giallorosa, alla ricerca di riscatto in classifica contro una diretta pretendente alla salvezza, al Lecce verrà a mancare il supporto di tutta la sua tifoseria. La città e il Salento si stavano preparando nell’attesa di un evento sportivo e di festa, in un giornata, quella dell’Epifania, ad altissimo valore simbolico, trasformata d’un tratto in una giornata triste in cui a perdere è tutto lo sport.
Non si può restare impassibili dinanzi alla grave ingiustizia che i tifosi del Lecce subiscono in questo modo, come siamo affranti anche per il crollo d’immagine per la nostra città che invece, come tutti sanno punta molto sul calcio professionistico, anche a livello di marketing territoriale.
La delusione dei tifosi è la nostra delusione e mi auguro vivamente che questo episodio non abbia mai più alcun seguito, perché una partita di calcio del Lecce, senza i suoi affezionati tifosi, è una celebrazione vuota che non serve a nessuno.

Nel giorno dell’Epifania  – afferma l’ On.le Vincenzo Barba –  ci saremmo aspettati di trovare nella calza della befana squisiti cioccolatini, dolci e caramelle e invece come regalo finale di queste feste natalizie, i tifosi del Bari, stando a quanto dicono le forze dell’ordine, promettono tutt’altro.
Pertanto a incorniciare una giornata di festa stravolta del tutto, arriva la decisione di chiudere lo stadio.
Se quanto trapelato e addotto come motivazione del provvedimento da Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce corrisponde alla realtà, come noi ovviamente riteniamo, appare facile comprendere che non c’è altra soluzione e che la decisione di vietare la partita Lecce–Bari al pubblico è da considerarsi una extrema ratio tanto dolorosa quanto indispensabile.
Da uomo di sport e da uomo impegnato in politica credo che occorra lavorare molto per riportare il calcio al livello che gli compete ma soprattutto è necessario intervenire con forza per sradicare la pianta della violenza fin dal suo seme.
Sono certo che le forze governative sapranno ricondurre l’atmosfera del derby pugliese nell’alveo del giusto e sano confronto sportivo, lavorando da subito tutti insieme, per evitare che ai tifosi leccesi possa essere strappata in futuro la possibilità di andare allo stadio e gridare “Forza Lecce” come purtroppo avverrà il 6 gennaio.

Il Consigliere Regionale PDL Saverio Congedo ha diffuso la seguente nota: “Pur con il rispetto per chi ha la pesante responsabilità di assumere decisioni comunque difficili, non posso assolutamente condividere quella del Prefetto di Lecce di far giocare il derby Lecce-Bari a porte chiuse.Una scelta ingiusta e dall’amaro sapore burocratico, assolutamente inedita per un derby in quanto non attuata nemmeno per quelli più a rischio di altre parti d’Italia, con cui si scarica su migliaia di appassionati leccesi il prezzo di problemi di ordine pubblico che forse potevano essere prevenuti diversamente con misure meno drastiche e non così indiscriminate”.

”Sono disposto ad accompagnare personalmente i tifosi del Bari e stare con loro in tribuna, anche perche’ da tutte le loro organizzazioni ho avuto rassicurazioni che nulla sarebbe accaduto e nulla accadra’ se questo scellerato provvedimento venisse ritirato”. Lo afferma il sindaco di Bari, Michele Emiliano, a proposito della decisione di far disputare a porte chiuse il derby Lecce-Bari del 6 gennaio prossimo. ”Aggiungo inoltre – dice ancora Emiliano – che non corrisponde ad alcuna reale previsione il numero di 17 mila tifosi in trasferta, evidentemente diffuso solo per impressionare i non addetti ai lavori. La tifoseria organizzata prevede di non superare le 4-5 mila unita’ e quella non organizzata non andra’ oltre le 2-3 mila unita’, e tra queste i soggetti da tenere d’occhio non sono piu’ di qualche decina. Rimango a disposizione del Ministero dell’Interno nelle prossime ore per dare il mio contributo”.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni – secondo quanto si apprende – e’ ”perplesso” sulla decisione presa dal Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza di Lecce di far disputare a porte chiuse la partita Lecce-Bari del prossimo 6 gennaio. Le indicazioni del Casms, il Comitato che fornisce le disposizioni sull’accesso delle tifoserie agli incontri di calcio, erano state diverse ed inoltre – sarebbe sempre il ragionamento del ministro – la tessera del tifoso e’ stata introdotto anche per evitare che si arrivi a queste decisioni drastiche. Dunque, Maroni vuole vederci chiaro e nei prossimi giorni ascoltera’ il prefetto di Lecce per capire le motivazioni che hanno portato a questa scelta.

“Inattesa, ingiustificata e ritengo sproporzionata, una decisione che offende non solo le tifoserie ma la civiltà dell’intero popolo pugliese”, sono le parole del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, alla notizia che il derby Lecce Bari si giocherà a porte chiuse, senza spettatori sugli spalti.“Mi auguro che le motivazioni che hanno indotto al provvedimento il Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto di Lecce siano seriamente fondate e che non si tratti di una misura assunta per eccesso di zelo, nel qual caso la soluzione sarebbe addirittura più grave del presunto male”.“La Puglia sportiva – per il presidente Introna – non ha mai dato esempi negativi nè determinato negli stadi incidenti per i quali possa giustificarsi una decisione così grave e punitiva”.“Io comunque al derby non mancherò”.

“Invito le autorità – afferma Wojtek Pankiewicz –che hanno assunto la decisione, che reputo totalmente sbagliata, a volerla rivedere  immediatamente per le seguenti ragioni:
1)    tale decisione dimostra ancora una volta la totale inutilità della tessera del tifoso. Pertanto, se malauguratamente dovesse permanere, tutta la classe politica leccese e barese, sia di centrodestra che di centrosinistra, dovrebbe chiedere con forza le dimissioni del Ministro Maroni.
2)    La decsione presa  rappresenta la sconfitta dello Stato, rappresenta una resa incondizionata delle istituzioni, che, invece, dovrebbero saper garantire sempre, in ogni situazione l’ordine pubblico. Il messaggio che si trasmette ai giovani con questa scorciatoia delle “porte chiuse” è negativo in modo devastante. Onore alle autorità baresi che il 22 dicembre 2008 seppero garantire un’organizzazione impeccabile dell’ordine pubblico. Eravamo in 3.000 leccesi a Bari e non successe nulla. Anch’io mi recai a Bari con i pullman degli ultrà. Allego foto mia con i miei due figli maschi, Bronek e Karol, in curva sud al San Nicola, dove vissi una delle più belle giornate della mia vita di tifoso, perchè vincemmo 4-0.
3)    La decisione assunta è pericolosissima. A Lecce sta succedendo il finimondo. Leggo già sui blog che molti abbonati e la parte più calda della tifoseria tenteranno di entrare ugualmente. Si sta rischiando di causare incidenti ben più gravi.
4)    Si revochi questa assurda decisione e si recepisca quella del presidente Pierandrea Semeraro, frutto di equilibrio e, soprattutto, di esperienza di un uomo che conosce bene le cose del calcio.”

“Condivido le perplessita’ del ministro Maroni. Manca ancora una settimana. Abbiamo un po’ di tempo per approfondire questa decisione”. Cosi’ il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, a Radio 24, lascia aperta la possibilita’ che la decisione di far disputare il derby fra Lecce e Bari il prossimo 6 gennaio a porte chiuse possa essere rivista nei prossimi giorni. “Condivido le perplessita’ manifestate dal ministro. La decisione e’ stata assunta dal prefetto in quanto autorita’ di sicurezza del territorio, a partire dagli elementi forniti dalle polizie di Bari e Lecce. Non si possono dimenticare gli incidenti accaduti nel maggio 2008 in occasione della stessa gara, ma certamente e’ una decisione che non lascia contento nessuno”, ha spiegato Mantovano. Sull’ipotesi di una marcia indietro, il sottosegretario si e’ detto possibilista: “Certamente le perplessita’ del ministro e mie avranno un supplemento di riflessione. Siamo a una settimana dalla partita, abbiamo tempo per riflettere e approfondire”, ha concluso Mantovano.

”E’ una sconfitta per il sistema calcio in generale”. Commenta cosi’ l’allenatore del Lecce Luigi De Canio la decisione di far disputare il derby del prossimo 6 gennaio a porte chiuse. ”Senza tifosi – aggiunge – la partita di calcio non ha senso. Immaginiamo in un derby, che trova nella cornice di pubblico, uno degli aspetti piu’ significativi”. ”Pur comprendendo le ragioni che hanno indotto le autorita’ competenti ad adottare tale provvedimento, mi auguro – conclude – che si avvii una profonda riflessione sui problemi e sulle prospettive del sistema calcio”.

 

Con l’assurda decisione di far giocare il derby Lecce – Bari che tutti gli sportivi pugliesi e non solo attendevano, si sancisce una sconfitta non solo per lo sport ma soprattutto per le politiche di sicurezza del governo che hanno dimostrato l’inadeguatezza dei provvedimenti adottati quali tra tutti la “tessera del tifoso” che si è rivelata più una trovata commerciale che  un autentico mezzo per garantire la sicurezza dei tifosi. E’ quanto dichiara il coordinatore provinciale di Italia dei Valori Francesco D’Agata, dopo aver appreso la notizia della decisione del comitato per l’ordine e la sicurezza
Sorprendono, pertanto, le dichiarazioni di tanti autorevoli esponenti del PDL, tra cui il sindaco Paolo Perrone ed il presidente della Provincia Antonio Gabellone che fino a ieri erano pronti ad osannare ogni intervento governativo come la “manna dal cielo” e che oggi sono costretti a constatare l’assoluta inconsistenza delle politiche portate avanti dal ministero dell’Interno che vanta tra i suoi sottosegretari il salentino Alfredo Mantovano, che oggi ci costringono per la prima volta nella storia calcistica a rinunciare alla libera visione a porte aperte del tanto atteso derby.
Non è possibile che per l’astratta possibilità di fantomatici disordini debbano essere penalizzate le attese di migliaia di tifosi e a rovinare quello che comunque poteva essere uno spettacolo ed una festa dello sport siano state scelte dettate da una deriva governativa pseudofascista che ormai coinvolge qualsiasi tipo di manifestazione, sportiva o non.
Ci uniamo quindi a chi ha già accoratamente richiesto di riformare questa incomprensibile decisione per non deludere le aspettative di chi sognava di rivedere Lecce – Bari in serie A.

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