Il sindaco Paolo Perrone ha scritto oggi una lettera al ministro dell’Interno Roberto Maroni chiedendo che sia rivista la decisione di far disputare a porte chiuse il derby Lecce-Bari del 6 gennaio.

“Occorre porre attenzione sul fatto che – scrive il primo cittadino – lo scorso 22 dicembre si è tenuta una riunione di un comitato tecnico che aveva deciso la disputa della gara con alcune severe condizioni. Ti chiedo di considerare nuovamente questa soluzione o altrimenti di fare in modo che almeno la tifoseria di casa, notoriamente tranquilla, possa assistere alla partita, permettendo l’acquisto del biglietto solo ai residenti a Lecce e provincia, visto che le informative sull’ordine pubblico che hanno determinato la decisione di ieri riguardano la presunta mobilitazione massiccia e incontrollata dei tifosi baresi, molti dei quali con cattive intenzioni.
La decisione di far giocare il derby Lecce-Bari a porte chiuse – prosegue ancora – è una sconfitta per tutti. Le tribune vuote intorno al più importante evento calcistico in Puglia significano che lo sport passa in secondo piano davanti alla stupidità di qualche decina di individui che, di fatto, impediscono a migliaia di persone di godere di questo spettacolo. Significano che le città di Lecce e Bari, con le rispettive comunità, contano su tifoserie incivili, anzi le più incivili d’Italia, visto che mai è stata adottata una scelta di questo tipo da quando sono in vigore le nuove disposizioni contro la violenza negli stadi. Significano quindi che il territorio pugliese segna oggi un innegabile caduta di immagine. Significano infine che le Istituzioni sono impotenti davanti alla violenza e all’illegalità di chi si nasconde dietro alla passione sportiva per danneggiare con i suoi comportamenti l’intera società.
Il primo cittadino ritiene che con una soluzione diversa “non sarebbe solo lo sport o la Puglia a salvare la faccia, ma – scrive – dimostreremmo che le Istituzioni possono costituire ancora un baluardo contro i violenti. Ti ringrazio per l’attenzione che dimostri su questa delicata vicenda”.

 

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