Non sembra esserci nessun dubbio da parte degli investigatori sul fatto che il diacono Luca Seidita, 29 anni, originario di Matino, trovato morto ieri sera nei pressi della Rupe di Orvieto si sia suicidato. Il diacono si e’ lanciato ieri sera, tra le 21,30 e le 22, dalle mura medievali di Orvieto, da un’altezza di 30 metri.

A trovare il corpo e’ stato un passante che portava a spasso il cane. Gli accertamenti sono svolti dai Carabinieri, coordinati dalla procura di Orvieto.
Proprio ieri la Santa Sede aveva fermato la sua ordinazione sacerdotale, prevista nei prossimi giorni, questo il motivo del gesto.
Pare, infatti, che il giovane diacono abbia lasciato nella sua stanza un biglietto di addio scritto al computer dicendo di aver dedicato tutta la vita al sacerdozio che gli “e’ stato negato”. La conferma viene dal procuratore di Orvieto, Francesco Novarese. Nella lettera Seidita avrebbe fatto riferimento alla sua “debolezza” connessa alla delusione per il fatto che la Santa Sede ha sospeso e rimandato la sua ordinazione a sacerdote, come riferito da un comunicato di ieri della diocesi di Orvieto-Todi. Nel biglietto, inoltre, il giovane ha chiesto di essere sepolto a Matino (vicino Lecce), suo paese natale, ha chiesto “perdono” ai genitori e invitato tutti “a pregare” per lui. Il diacono ha ringraziato infine il vescovo di Orvieto-Todi chiamandolo “Padre Giovanni”.