Chi è Dj Kosmik ?

Dj-turntablist (in italiano letteralmente “giradischista”),musicista all’interno della band QCK (www.myspace.com/qckmusic) e recentemente, produttore di musica elettronica (Sauroid records).


Background musicale…come te lo sei costruito?

Anni, anni e anni appresso ai dischi; il mio primo vinile lo acquistai a 11 anni, oggi ho quasi cinquemila dischi e nessuna intenzione di smettere d’acquistare musica in vinile, nonostante la rivoluzione dei moderni formati digitali.
Sono cresciuto ascoltando musica elettronica, black music (sopratutto funk-hip hop) e approfondendone la conoscenza nel tempo attraverso la lettura di tanti libri e riviste musicali specializzate.

Quando nasce la tua passione per la musica?

L’amore per la musica credo sia stato tutto merito di mia madre che quando avevo quattro anni
mi faceva ascoltare i dischi di Chopin e i classici della musica Napoletana. In seguito ricordo un altro periodo cruciale, avrò avuto non più di dieci anni e andavamo spesso a Roma a trovare mio fratello Nicola, in residenza all’università, le radio romane sparavano in continuazione musica techno, di quei viaggi in macchina ricordo, infatti, che attendevo con ansia l’arrivo nella capitale per iniziare a captare i segnali Radio locali; ecco, in quel periodo mi avvicinai con molto interesse alla musica, in particolare a quell’elettronica,spinto dalla curiosità per questi suoni sintetici cui non ero per niente abituato, provenendo io da ascolti classici, erano suoni dell’altro mondo per me, avevo scoperto gli alieni; e poi il ritmo di quelle percussioni ipnotiche… troppo vitali!
In seguito, diventa passione che mi spinge a fare il dj intorno ai 13-14 anni e a farmi comprare la prima consolle da papà Pinuccio che definisce folkloristicamente la mia musica “tunghi-tunghi”, Ahahah…un mito assoluto.

Cos’è la musica per te?

Ragione di vita. E non solo la musica, la cultura in genere; penso spesso a quanta bellezza c’è in giro,al cinema e al teatro, alla danza, alla filosofia, alle opere d’arte, al rinascimento europeo, e a quelle chiese e monumenti che rendono l’italia, la nazione più bella e ricca del mondo (60% del patrimonio artistico mondiale!); penso anche a come la nostra classe politica, noncurante, stia abbandonando e distruggendo tanta bellezza, curandosi solo delle sue cieche lotte di potere attraverso la sottocultura televisiva che sta generando tanta ignoranza e fanatismo… questo penso.

Descrivici i tuoi “attrezzi del mestiere” e il tuo rapporto con la tecnologia.

Ho un ottimo rapporto con la tecnologia; per suonare utilizzo mixer e giradischi interfacciati col computer-software, ovvero strumenti del dj tradizionale, i Technics 1210, che garantiscono un approccio “Old school”, uniti all’utilizzo di strumenti attuali decisamente più versatili come il Serato Scratch; ho avuto anche un breve periodo più “conservatore” in cui ero meno propenso ad accettare alcune novità tecnologiche e, di conseguenza, suonavo solo 33 e 45 giri, niente cd, niente musica in digitale.
Poi invece, l’esempio di alcuni dj che stimo molto, Tayone e Dj Gruff, mi hanno fatto capire come si possa rimanere se stessi pur aprendosi al nuovo: maestri.

Qual è il disco che hai ascoltato più volte in vita tua?

Qui vado in crisi…ho ascoltato davvero tante cose con ossessione, quindi è difficilissimo sceglierne uno,
te ne dico qualcuno significativo: per l’elettronica, sicuramente “Jelly Tones” di Ken Ishii, l’album, me lo portò come regalo un amico da Francoforte nel ’95; quel disco rappresenta una svolta esistenziale per me.
Un altro disco che ho letteralmente “consumato” di ascolti è “Entroducing” del ’96, di Dj Shadow,lo comprai sia in vinile sia in CD; e poi un album jazz, “Brain” di Hiromi Uehara,una pianista giapponese pazzesca che adoro.

Torniamo alla consolle, ci racconteresti un episodio della vita di dj che non dimenticherai mai?

Ah…sicuro! A un Afterparty, un tipo ubriaco scivolando si aggrappò a una cassa vicina alla consolle che cadde rovinosamente sui giradischi! Sulla cassa c’erano anche dei cocktail appoggiati che si versarono sulla consolle… si ruppe tutto, uscirono scintille dalle prese elettriche, mixer bruciato e braccio del giradischi
technics rotto, la festa finì così… “col botto”; erano le 11.00 del mattino.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

Sì, e sto cercando di realizzarlo: stampare la mia musica su vinile e lavorare in futuro con le  labels che prediligo;
Per adesso, uscirà nei prossimi mesi un singolo stampato su CD con i brani acquistabili anche sul Web in digital copy per l’etichetta discografica Sauroid, una nuova label gestita con passione da dj GIO mc505.
La prima uscita dell’etichetta è a nome di Gabe Catanzaro, un artista statunitense che ha lavorato anche per le riconosciute Mental Groove e Gigolo records. Per aggiornamenti sulle uscite di Sauroid: www.sauroid.com

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Grazie a voi ragazzi, queste domande mi hanno fatto andare indietro nel tempo a ripescare ricordi piacevolissimi.
Buon lavoro a tutto lo staff del Corriere Salentino, vi auguro tante soddisfazioni e tanta buona musica!

 

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