Sabato 11 dicembre 2010 alle ore 9,30 si terrà ad Acaya un incontro dal titolo “Raccontare il Paesaggio”, nell’ambito dell’inaugurazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce, comune di Vernole (LE).

La manifestazione seguirà il seguente programma:

ore 9,30 indirizzi di Saluto (Mario Mangione Sindaco di Vernole, Antonio Gabellone Presidente della Provincia di Lecce, Paolo Perrone Sindaco di Lecce, Domenico Laforgia Rettore Università del Salento, Teresa Cinquantaquattro Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia).
0re 10,00 interventi del prof. Francesco D’Andria (Università del Salento) e della prof.ssa Angela Barbanente (Assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia).
Ore 11,00 coffee break
Ore 11,30 trasferimento ad Acquarica di Lecce e visita al Laboratorio dell’Ecomuseo e alla Fattoria Messapica di Pozzo Seccato.
Ore 13,00 rientro ad Acaya

La riqualificazione del paesaggio culturale del Salento è divenuto negli ultimi anni un tema di straordinaria attualità ma anche di grande difficoltà nel cercare di far comprendere l’importanza di quello che possiamo chiamare “bene capitale” per lo sviluppo sostenibile di un territorio.
Il SESA – Sistema Ecomuseale SAlentino, nasce dalla volontà di stimolare il processo di crescita e maturazione della società civile salentina rispetto ad una cultura del paesaggio per il diritto alla bellezza dell’ambiente di vita dei cittadini, nell’intento di applicare sperimentalmente quanto previsto nella Convenzione Europea del Paesaggio.
E’ in questa cornice di riferimento che sono nati e si stanno sviluppando i cantieri ecomuseali ed i musei diffusi del Salento, in un sistema a rete sul territorio che vede coinvolti gli enti pubblici come la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, diverse amministrazioni comunali e l’Università del Salento assieme alle comunità interessate dai processi partecipativi avviati.
Queste nuove formule museali per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale prodotto dalle comunità locali prende il nome di ECOMUSEO.
L’ecomuseo è un processo dinamico con il quale una comunità conserva, interpreta e valorizza il proprio patrimonio in funzione dello sviluppo sostenibile. L’ecomuseo è basato su un patto con la comunità. Il processo ecomuseale avviato nel Salento si basa su tre obiettivi principali: 1.    promuovere nei confronti dei cittadini una maggiore e più consapevole conoscenza del patrimonio locale, restituendo valore ai luoghi della vita quotidiana e con esso alle persone che abitano il paesaggio e sono chiamati a custodirlo. 2.    educare i cittadini ed i giovani ad aver cura del proprio paesaggio attraverso semplici metodi di lettura ed interpretazione delle criticità e dei punti di forza del proprio territorio, capaci di far scattare processi di autostima nella comunità locali. 3.    coinvolgere i cittadini nelle scelte e nelle decisioni sulle trasformazioni del loro paesaggio, indicando ai leader locali la strada più idonea per uno sviluppo sostenibile che punti a migliorare la qualità della vita delle loro comunità.
L’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce nasce intorno al progetto di indagini archeologiche svolte dall’Università del Salento a partire dal 1996 in località Pozzo Seccato. Qui è stata messa in luce una vera e propria masseria fortificata risalente alla fine del IV sec. A.C., completamente circondata da un grande muro di fortificazione, largo poco meno di 4 metri, in pietre a secco foderato all’esterno da una cortina di grandi blocchi di calcare squadrati.
All’interno è stato portato alla luce un edificio residenziale con ambienti adibiti alla vita quotidiana (sala per il ricevimento degli ospiti, cucina, dispensa, ecc.) e altri vani invece dedicati a produzioni artigianali. Nella parte centrale l’edificio era provvisto di una torre a due piani che permetteva di osservare il territorio circostante fino al mare, lontano meno di 5 chilometri.
Un altro grande vano lungo 16 metri e largo circa 8 doveva avere la funzione di granaio per la conservazione delle derrate agricole prodotte nei campi circostanti.
Le più recenti indagini, condotte dall’équipe dell’Università del Salento diretta dal Prof. Francesco D’Andria, hanno permesso di mettere in luce anche il lato meridionale della fortificazione che prima non era conosciuto.
L’insediamento si presenta quindi con una pianta quasi quadrata (lati di metri 72 x 65) e copre una superficie di poco inferiore ad 1,5 ettari.
Il completamento dei lavori permette oggi la fruizione dell’area archeologica da parte del pubblico con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi.
L’insediamento antico è immerso in un paesaggio rurale che conserva ancora integri i suoi caratteri originali: muri a secco, pagghiare, aie, uliveti, strittule, che formano il tessuto in cui la Comunità locale ha vissuto fino a pochi decenni addietro. Su tutto domina la pietra che emerge dal terreno sotto forma di roccia affiorante e che il paziente lavoro di generazioni e generazioni di contadini ha regolarizzato fino a formare un disegno che pervade ogni angolo di territorio.
L’intervento per la realizzazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce è stato proposto nell’ambito del Bando Sviluppo Sud dell’ACRI – Associazione delle Casse di Risparmio d’Italia, dall’Università del Salento e dall’Amministrazione Comunale di Vernole (LE). Il Progetto, eseguito tra gennaio 2008 e settembre 2010 (Direttori dei Lavori F. Baratti, F. Ghio, L. Magurano), ha ricevuto un finanziamento di € 500.000 (€ 400.000 finanziamento ACRI, € 100.000 cofinanziamento Comune di Vernole).

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