“Tanto tempo fa, ma poi non così lontano… In un ricco paesetto di montagna viveva un vecchio avaro. L’inverno aveva già bussato da tempo, ed il candore della neve copriva i tetti con i suoi comignoli fumanti. Il vecchio Tone era intento a contare l’incasso dei suoi affitti, se ne stava lì coperto fino alle orecchie nella sua fredda stanza a contare e ricontare le sue monete scintillanti.

Nonostante il freddo, stava ben accorto a non usare  troppa legna da ardere, per evitare di sprecarla inutilmente. Ecco che un vociare improvviso lo distolse, si alzò e spiò attraverso la finestra: c’erano dei bambini felici con i propri genitori, che se ne stavano vicino ad un abete addobbato e lì accanto un uomo vestito da Babbo Natale che sorrideva a quei visi gioiosi.

Se ne tornò al suo lavoro; si sentiva risentito, perché il Natale era già alle porte e la cosa che non sopportava erano gli sprechi: doni, luci, musica, feste. Insomma, tutto il consumismo natalizio. E come ogni anno si sentiva tremendamente solo, si barricava in casa isolandosi dal mondo, un’abitudine che durava da alcuni anni, attendeva la fine delle festività per tornare a varcare finalmente la porta di casa.

Ecco, giunta notte di Natale, in piazza si udivano i cori che echeggiavano dalla chiesa, e i bambini se ne stavano sospesi nel tempo, nell’attesa della suprema magia. Improvvisamente un’anta di una finestra si spalancò. Tone indaffarato andò per chiuderla e si accorse di una cosa importante che si era dimenticato: nei vecchi ricordi sbiaditi di un tempo lontano, aveva percepito tanto di quell’amore  in quella piazza, i bambini, le famiglie unite, la serenità, la gioia…

Aprì l’uscio e uscì di casa, e pianse così tanto che le sue lacrime lasciarono l’impronta sulla neve: si ripromise che il suo Natale sarebbe cambiato, andò ad ascoltare i cori e poi tornò a casa… Durante la notte, davanti alla casa di Tone una strana pianta crebbe all’improvviso, e fra le verdi foglie c’erano delle piccole bacche colore della perla, erano le lacrime di Tone che avevano dato vita al vischio”.

Lasciando un pizzico di magia nei cuori, auguro a tutti i lettori di Corriere Salentino, Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

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