L’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati ha presentato questa mattina,al Festival dell’Innovazione che si sta svolgendo presso la Fiera del Levante, con l’amministratore unico dell’Aqp Ivo Monteforte, il nuovo modello di gestione delle reti che prevede, tra le altre cose, telecontrollo, dispositivi palmari, motorizzazione e telecomando a distanza di idrovalvole.

In particolare, il telecontrollo, con 3.500 sensori sulla rete e 600 postazioni,  è un innovativo sistema informativo che permette la supervisione ed il controllo in remoto del flusso degli schemi idrici gestiti da Acquedotto Pugliese. Il sistema consente un’alta affidabilità, una maggiore razionalità nella gestione della risorsa idrica disponibile ed interventi immediati in caso di anomalie.  Insieme al sistema di Telecontrollo, AQP sta implementando il GIS (il sistema cartografico informatizzato) come supporto alla pianificazione, progettazione e gestione delle reti e sviluppando l’integrazione tra il sistema GIS ed il Telecontrollo. L’integrazione tra i diversi sistemi informatizzati a servizio delle reti permetterà di rilevare e risolvere le criticità prima che abbiano un impatto sul servizio. Attraverso poi l’attivazione di dispositivi palmari e mobile, gli operatori dell’Acquedotto accederanno ai sistemi informatizzati di gestione delle reti in modo più veloce e semplice migliorando la validazione dei dati sul campo velocizzandone la disponibilità. Il modello prevede inoltre la motorizzazione e telecomando a distanza di idrovalvole per il controllo/regolazione delle portate e delle pressioni nelle reti di distribuzione cittadine.
“Il concetto stesso di innovazione – ha detto Amati – si lega fortemente alla storia di Acquedotto pugliese, che non sarebbe mai diventata una delle aziende più importanti del mondo se la sua storia non si fosse basata proprio sulla capacità di molti uomini di andare incontro al tempo nuovo. L’innovazione e il progresso sono realtà scritte nel codice genetico di Acquedotto pugliese, che è nato dalla volontà di emanciparsi e superare disgrazie come la morte provocata dalle epidemie. Credo non ci sia nulla di più innovativo del genio umano che si apre al servizio degli altri. Ci troviamo di fronte ad un’azienda che ancora oggi continua a fare innovazione: in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, Aqp è pronto a fare investimenti fino al 2018 per un valore di un miliardo e 500 milioni di euro e ad attivarsi affinchè opere come il Potabilizzatore di Conza siano realizzate al più presto o che l’acqua del Sinni non sia ancora utilizzata nell’industria. Dunque dire che il pubblico è male e il privato è bene non è altro che un totem; il genio umano è soggetto solo a se stesso e alla sua capacità di agire in modo corretto”.   

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