“Voteremo contro il disegno di legge di Stabilita’, una legge priva di ambizione e visione strategica, e che segna un solco profondo, da un lato tra governo e Parlamento, e dall’altro tra lo stesso governo e l’Unione europea.

Il Trattato di Lisbona invita infatti a rafforzare il ruolo dei parlamenti nazionali, mentre il governo italiano di fatto impedisce al Parlamento di esprimersi per migliorare la manovra finanziaria”. Lo ha affermato la senatrice Adriana Poli Bortone, del gruppo Udc, Svp, Autonomie, nel corso della dichiarazione di voto sul ddl Stabilita’. “Il momento di crisi che stiamo vivendo – ha aggiunto – avrebbe dovuto suggerire maggiore duttilita’, con il coinvolgimento delle opposizioni, che avrebbero potuto contribuire a migliorare il testo, condividendo la responsabilita’ di scelte fondamentali”. “In questa manovra – ha proseguito – manca l’attenzione al quoziente familiare, anzi a quello che definiamo il minimo vitale per le famiglie. Manca l’attenzione al mezzogiorno, con il ripristino dell’uso corretto dei fondi Fas. Mancano il credito d’imposta alle piccole e medie imprese, la copertura reale per gli interventi sui ricercatori e il reintegro del 5 per mille, per il quale ci siamo dovuti accontentare di un ordine del giorno”. “Non si e’ voluta seguire la strada di queste poche ma necessarie modifiche – ha concluso – insistendo sulla blindatura della legge e sui tagli lineari, che creano scompensi e non sempre danno reali risparmi. Per questi motivi, a questa legge diciamo no”.

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