Identità dei luoghi e capacità d’ascolto. È questo il filo conduttore che dà il titolo “Luoghi d’ascoltare” al primo degli eventi, in cui il cantautore Massimo Zamboni porterà il suo contributo musicale nel Museo

del Negroamaro a Guagnano. Prove Tecniche di Resurrezione è invece il nome dello spettacolo a tema che l’artista emiliano offrirà al suo pubblico. Il concerto previsto per martedì 21 dicembre alle ore 21.30 con ingresso gratuito è inserito nella serie d’iniziative previste nel cartellone per un “Natale nelle Terre del Negroamaro” organizzato dall’assessorato alla Cultura e progetto “Guagnano Centro” del comune salentino.

Prove Tecniche di Resurrezione è un tour musicale nei luoghi di culto, qualunque esso sia. Sconsacrati alcuni, aperti alla funzione religiosa altri.
Non c’è alcuna volontà provocatoria o sciocco retropensiero in questa proposta. Nessun pulpito da cui celebrarsi, né celebrare certezze. Ma il desiderio di accostarsi a luoghi in cui la musica può disvelare – a pubblico e artisti – il suo grado di mistero, offrendosi nella sua veste più alta a tutti coloro che intendono interrogarsi sul proprio cammino personale e assieme su quello collettivo.
Per raggiungere questo scopo, occorrono luoghi capaci già di per sé di trasformare pubblico e artisti in comunità. Spazi dove le parole restino sospese a lungo; dove la musica possa insinuarsi tra i silenzi, espandendosi, senza dividere gli uomini in categorie di età o di interesse.

Massimo Zamboni ripercorre in chiave acustica il suo repertorio attraverso canzoni che percorrono in maniera coerente la sua produzione solista, assieme ad alcune incursioni nel passato musicale con i CCCP ed i CSI. Musica moderna che sempre più a fatica si accontenta di definirsi tale, incapace di accettare i luoghi deputati in cui riteniamo che la musica si dovrebbe esporre: i club, le birrerie, le discoteche, i festival. Musica necessaria ora più che mai, in un momento in cui all’espressione musicale è richiesto il solo ruolo di intrattenimento per ascoltatori senza orecchie o di sottofondo per gli acquisti. Al massimo, di celebrare la fisicità del corpo di un cantante; ma questo è davvero troppo poco.

Queste esigenze fanno nascere l’urgenza di portare la musica in luoghi diversi, altri ed alti dov’è richiesto ascolto e riflessione, dove la musica non è solo successione di note, ma detentrice di valore spirituale e poetico. Musica scarna ed essenziale, ma forse, proprio per questo, diretta e pura, a prova di barriere e sovrastrutture.

Per quella religiosità naturale che è inscritta negli uomini. Senza atti di fede, senza
conversioni, senza proclami. Quasi sussurrando.

Biografia breve
Massimo Zamboni nasce a Reggio Emilia. Fondatore del gruppo CCCP – Fedeli alla Linea, di cui è chitarrista e compositore, e dei successivi CSI Consorzio Suonatori Indipendenti. Da solista ha pubblicato gli album Sorella Sconfitta (2004), L’orizzonte degli Eventi (colonna sonora – 2005), L’Apertura (assieme Nada Malanima – 2006), L’Inerme è l’imbattibile (cd+dvd – 2008), L’estinzione di un colloquio amoroso (2010). Ha realizzato diverse produzioni per le etichette discografiche I Dischi del Mulo e Consorzio Produttori Indipendenti. Ha realizzato diverse colonne sonore per il cinema. Ha pubblicato tre libri: In Mongolia in retromarcia (NdA Press 2009), Emilia Parabolica (Fandango 2003), Il mio Primo Dopoguerra (Mondadori 2005).
www.massimozamboni.it

Notizie sul Museo
Il Museo del Negroamaro è allocato in un ex palmento di fine ’800. Al suo interno, le antiche attrezzature (botti, fermentini, contenitori, torchi, garolle, ecc) esprimono tutte le fasi di trattamento delle uve. La finalità principale del museo è quella di valorizzare e recuperare la tradizione contadina della viticoltura locale. Oltre all’esposizione delle attrezzature originali, il museo è arricchito da materiale audiovisivo e da pannelli esplicativi che ripercorrono l’attuale processo di lavorazione: dalla raccolta della materia prima (l’uva) fino all’imbottigliamento. Il Museo del Negroamaro è anche il punto di arrivo di due itinerari per le campagne del centro abitato: uno a valenza naturalistica, l’altro a valenza culturale. Apertura al pubblico: 
tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00. Ingresso gratuito.
Info Museo: 0832.704021 – Via Castello, n. 19 – Guagnano, 73010 (LE) www.terredelnegroamaro.eu