Domani sabato alle ore 17 i lavoratori precari della sanità che presidiano la sede della Direzione generale della ASL di Lecce incontreranno una delegazione di Rifondazione comunista, composta dall’assessore regionale Maria Campese, dal segretario regionale Nicola Cesaria e provinciale Boris
Tremolizzo e da Piero Manni della segreteria regionale

 Il PRC, che è stato il promotore in Puglia della costituzione delle società in house le quali devono rilevare i servizi ausiliari presso gli ospedali (mensa, pulizia, portierato, guardianìa, ecc.) fino ad ora gestiti da ditte private col criterio del massimo profitto a danno della qualità dei servizi, nella mancanza non sempre disinteressata di seri controlli, assumendo in maniera totalmente discrezionale e spesso sulla base di pressioni politiche. Il PRC intende, si legge nella nota diramata dal partito, con questo incontro sollecitare le autorità competenti (direzioni generali e Regione) affinché pervengano ad una rapida definizione della vertenza: l’assunzione da parte delle società in house già da tempo costituite. E’ vero che il Governo centrale, in particolare il ministro Raffaele Fitto, ha imposto la non assunzione dei precari tra le condizioni ricatto per accettare il piano di stabilità della Regione Puglia, ma è altrettanto vero che non intercorre alcun rapporto tra internalizzazione dei servizi ausiliari e piano di rientro, ed anzi l’internalizzazione comporta un risparmio (come dimostra l’esempio di Foggia) per il bilancio della sanità pugliese; perciò male hanno fatto il presidente Vendola e l’assessore Fiore ad accettare il ricatto di Fitto che ha voluto vendicarsi della duplice sconfitta subita ad opera di Vendola, vendetta che ricade sulle spalle di tutti i Pugliesi.

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