Continuano a protestare i 680 lavoratori precari dell’Asl di Lecce, che questa mattina hanno sfilato in corteo per le vie di Lecce per chiedere aiuto al Prefetto. I lavoratori ospedalieri che dal 7 dicembre scorso occupano la sala conferenze al primo piano della palazzina sede della direzione generale dell’ASL

di Lecce negli uffici di via Miglietta, chiedono che non sia fermato il processo di ‘internalizzazione’ che era stato avviato dalla Regione Puglia: la trasformazione.

Delusi per i continui e immotivati rinvii e per gli ostacoli frapposti all’assunzione da parte della Sanità Service, la società di servizi costituita dalla stessa ASL, i lavoratori hanno deciso di protestare ad oltranza, nei giorni scorsi sono infatti saliti sui tetti della palazzina. Le proteste, assicurano, continueranno fino a quando non ci saranno segnali concreti e fattivi di assunzione.

Oggi invece sono partiti in corteo alla volta della Prefettura dove, nel portone antistante sorvegliato dal servizio d’ordine di polizia e carabinieri, hanno costituito un presidio di protesta. Circa 200 i partecipanti che hanno manifestato concitatamente con l’ausilio di striscioni megafoni e bandiere per divulgare il loro sconcerto alla situazione che stanno vivendo. Chiedono a gran voce l’internalizzazione, i lavoratori precari,  e quindi un tavolo tecnico tra Governo centrale e Governo regionale passando attraverso le istituzioni locali mentre, da parte di quest’ultime, c’è un rimando di responsabilità.
Il Prefetto di Lecce, Mario Tafaro, in risposta alla lettera ricevuta dagli stessi, ha demandato al Presidente della provincia Gabellone al quale, secondo il Prefetto compete il caso. E’ quanto ci ha riferito il portavoce dei manifestanti e rappresentante dell’USB (Unione Sindacale di Base) in attesa di essere ricevuto dal Prefetto. Intanto i lavoratori invocavano a gran voce la possibilità di confrontarsi direttamente con il Presidente Vendola ed il Ministro Fitto. Il primo aveva avviato un processo di internalizzazione che diventerà nullo a seguito del Piano di rientro e che, il ricorso in ultima analisi alla Corte Costituzionale, potrebbe rendere effettivo. Per i lavoratori esasperati si è aperto uno spiraglio intorno alle 13:00 quando il presidente Gabellone ha ricevuto la delegazione e ha offerto piena disponibilità a farsi portavoce per la convocazione di un tavolo istituzionale a stretto giro. Seguiremo gli sviluppi della vicenda nei prossimi giorni.

 

 

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