Foto Andrea Stella“Non è mai successo nella storia degli Enti locali della Provincia che 36 lavoratori siano mandati a casa perché si è intravista qualche anomalia nel contratto di assunzione”. Comincia con queste parole la conferenza stampa di stamattina in Piazza Umberto I a Lecce.

Un sit-in più che una conferenza, presenziata dai lavoratori stabilizzati della Provincia che rischiano il licenziamento, sostenuti dai consiglieri dei gruppi di opposizione.

Il capogruppo Pd, Cosimo Durante, si è fatto portavoce nel chiedere la convocazione urgente del Consiglio provinciale possibilmente in seduta monotematica per la trattazione della revoca della delibera 314 approvata dalla Giunta provinciale il 16 novembre scorso, con la quale si dichiarava nullo il processo di stabilizzazione di 36 lavoratori provinciali per anomalia del metodo di assunzione. “Destabilizzare, si legge in una nota di Loredana Capone assente per impegni istituzionali, questa è la parola giusta per definire l’azione del presidente Gabellone. Destabilizzare quei lavoratori che insieme a tanti altri hanno contribuito in questi anni al successo della Provincia di Lecce. Come opposizione chiediamo alla Giunta provinciale di evitare situazioni liquidatorie e di impegnarsi per salvaguardare il lavoro”.

La cronistoria
L’assunzione dei precari fu avviata con delibera di Giunta provinciale n. 378 del 29 novembre 2008, durante il passato governo Pellegrino, con regolare pubblicazione del bando di selezione e prove concorsuali dalle quali scaturì graduatoria di merito e relativo controllo di legittimità per la stipula dei contratti a tempo indeterminato. L’attuale Giunta provinciale, il 16 novembre scorso, con delibera 314 “Riesame delle stabilizzazioni. Indirizzi”, ha di fatto annullato i contratti di lavoro stipulati nel 2008. A questo provvedimento è seguita la dichiarazione dell’ex presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, che insieme al gruppo provinciale Pd, ha reso nota la legittimità di quelle assunzioni derivanti da direttive contenute nelle leggi finanziarie 2007 e 2008, alle quali la Giunta provinciale aveva dato la giusta interpretazione per avviare il processo di stabilizzazione.

La replica del presidente Gabellone era stata rassicurante: “niente licenziamenti, il provvedimento di revoca è nullo, i lavoratori saranno avvisati con raccomandata a mezzo posta”. I lavoratori hanno smentito, non hanno ricevuto nessun comunicato e sono determinati a rivendicare i loro diritti.  “Vogliamo chiarezza, ha dichiarato Rosalba Bove D’Agata, non possiamo vivere con questa spada di Damocle sulla testa che ci sta facendo ammalare, il mio stato d’ansia è al limite, che ci comunichino le loro decisioni e noi ci rivolgeremo alla Magistratura”.

Rincara la dose Cosimo Durante parlando di operazione scellerata da parte della Giunta provinciale, ma tutti i consiglieri di opposizione sono fermamente decisi a contrastare in un atto dovuto per la loro funzione di “guardiani” dell’operato del governo, che in questo provvedimento vogliono mandare a casa gente che ha lavorato con grande responsabilità. “Il provvedimento è stato avviato sulla base di pareri di illegittimità della forma, è stato il commento del consigliere Pendinelli, ma l’attuale programma di stabilizzazione non ha subito modifiche rispetto a quello passato, da ciò si capisce come il provvedimento di illegittimità serva solo ad acquisire elementi per giustificare i licenziamenti in atto”. Laura Fracella, una delle impiegate del Progetto Riso del Servizio di Innovazione Tecnologica, insieme alla collega Giovanna Petrachi, hanno eleborato un commento sulla falsa riga dei comunicati di Fazio e Saviano nel programma Tv “Vieni via con me” nel quale si legge:
Resto qui perché voglio avere un futuro qui nella mia terra, nella terra dove sono nato, dove sono cresciuto, dove ho la famiglia; nella terra dove vorrei crescere i miei figli.
Vado via perché il mio futuro me lo hanno cancellato.