Di seguito il testo integrale di una lettera aperta che il ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale, Raffaele Fitto ha scritto al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in seguito ad alcuni spiacevoli episodi riportati dalla stampa e verificatisi nel corso di riunioni di lavoratori precari della sanità in Puglia alla presenza dello stesso Presidente e di esponenti del Governo Regionale.

Egregio Presidente,
con sorpresa e disappunto leggo dichiarazioni attribuite a Lei e sicuramente rese da
esponenti del  Suo Governo, tese non certo alla leale collaborazione ed al reciproco rispetto istituzionale, peraltro da Lei stesso più volte auspicati fino alla vigilia della firma del Piano di Rientro ma, piuttosto, ad indirizzare contro il Governo nazionale e in particolare contro di me, la rabbia dei lavoratori oggetto delle procedure di internalizzazione.  Mi auguro che Lei non abbia mai detto frasi gravi e pesanti quali “Fitto ha costruito la sua vendetta…Ha usato il suo potere per infliggere questa ferita….Qui il precariato fa comodo”; leggo che il Suo assessore Fiore incita addirittura alla rivolta; e, come naturale, scontata ed immediata conseguenza, esponenti della Cgil dicono ai lavoratori :“Se il presidente Vendola ci firma un documento di assenso all’internalizzazione, non sarete più soli, ci mobiliteremo andando a cercare chi l’internalizzazione non la vuole, ossia Raffaele Fitto”. Dichiarazioni molto gravi, anche  perché rese a lavoratori comprensibilmente esasperati .
In questi mesi abbiamo condotto, insieme a Lei, ai suoi Uffici ed ai ministeri interessati, un lungo ed articolato percorso che ci ha portati a sottoscrivere alcuni giorni fa, con piena, reciproca e pubblica soddisfazione, il Piano di Rientro nel quale, di comune accordo, abbiamo inserito l’obbligo per la Regione, di rispettare non una volontà politica, ma: Leggi dello Stato, intese raggiunte (e anche da Lei sottoscritte) tra Stato e Regioni, sentenze della Corte costituzionale. Non posso credere che la contesa politica  possa portare esponenti delle Istituzioni ad atteggiamenti di così grave strumentalizzazione del disagio dei lavoratori e di incitamento a rivolte, scontri sociali, caccia all’ uomo. Mi auguro che Lei voglia quanto prima chiarire il senso delle dichiarazioni che Le vengono, spero erroneamente, attribuite e smentire quelle del suo assessore.  Ciò per il giusto rispetto che si deve agli incolpevoli lavoratori ed alle Istituzioni che entrambi rappresentiamo e per evitare la singolare e curiosa circostanza di sostenere pubblicamente e strumentalmente l’ opposto di ciò che si è firmato e condiviso qualche giorno prima.    
Raffaele Fitto
Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale

 

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