Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Non c’è stato un momento preciso in cui mi sono interessata alla musica, è sempre stata parte di me. Mi piace dire che sono “cantante in terza generazione”, perché mia mamma canta e prima di lei mia nonna, quindi non ricordo neanche un giorno della mia vita in cui la musica non fosse presente in qualche modo.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Ho iniziato a studiare canto nel 1999, con insegnanti di canto lirico. In seguito ho allargato i miei orizzonti, passando nei generi più diversi: rock, reggae, hip hop, funk, soul. L’illuminazione è arrivata con l’incontro con la mia attuale insegnante di canto moderno: Patrizia Vigneri, che ha sempre creduto in me e nelle mie capacità, mi ha fatta crescere e mi ha guidata verso l’attuale tipo di studio in cui sono immersa al momento, dal 2010 studio Canto Jazz presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Per il resto, qualsiasi evento accadutomi ha influenzato ciò che sono diventata e spero che ciò arrivi a chi mi ascolta quando canto, per me trasmettere emozioni viene prima di tutto .

Se fossi tu la conduttrice come ti presenteresti?

Mi presenterei come una persona che ha trovato nella musica il modo più emozionante per esprimersi.

Quali sono i tuoi ascolti abituali?Nel panorama musicale italiano, chi riesce a catturare la tua attenzione?

Ascolto veramente di tutto: amo il Funk, il Jazz, il soul, specialmente quello più moderno, la musica classica; ma anche il rock che è stato addirittura il tema della mia tesi di Laurea!
In Italia possiamo essere fieri di avere voci grandiose come quelle di Giorgia, di Antonella Ruggero, di Simona Bencini, di John De Leo e dello scomparso Alex Baroni; anche se penso che di musicisti degni di essere ricordati e che magari non hanno ancora raggiunto il successo nazionale, ce ne siano una miriade, anche nel Salento.

Cos’è la musica per te?

Non vorrei essere banale e rispondere che la musica è la mia vita. Ma penso che non potrei rispondere diversamente, perché cos’altro può essere la musica per chi non può fare a meno di viverla? Lei c’è sempre stata, nel bene e nel male, riempiendomi di emozione, facendomi trovare la forza di continuare a crederci, e non nascondo che spesso mi ha anche fatta soffrire. Direi che ci sono tutti gli elementi per definirla una tormentata storia d’amore!

Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Credo di poter rispondere nello stesso modo per entrambe le domande: non mi accontento mai. Ho sempre il bisogno di migliorarmi, questo mi ha fatta crescere moltissimo, ma spesso mi nega la possibilità di essere soddisfatta pienamente di una performance.

Tra le tue varie esperienze, quale ricordi con soddisfazione?

Senza ombra di dubbio, il progetto in cui canto tuttora: i Funkenstein, cover band con la quale abbiamo fatto un bel po’ di concerti in tutto il Salento, che è nata soprattutto dall’amicizia che lega i componenti e dalla voglia di fare musica di qualità divertendoci . Inoltre, anche se sono ancora all’inizio, scrivo pezzi miei e devo dire che è veramente soddisfacente mettere in musica delle parole che raccontano di un’esperienza che ho vissuto o di una persona che è passata per caso nella mia vita.

Che cosa pensi della musica in tv? E’ utile partecipare a talent show o serve dell’altro?

Penso che possa essere un buon modo per farsi conoscere, anche se non condivido le modalità di alcuni talent show nei quali spesso si perde quello che dovrebbe essere il punto focale del programma: il talento. Ho l’impressione che alcuni di essi siano più “Real Show” che “Talent show”.  Non critico chi partecipa, ma credo che personalmente, non mi sentirei a mio agio in un meccanismo di quel tipo. Inoltre non penso che basti partecipare a un talent per fare successo, direi che anche un pizzico di fortuna sia, purtroppo, fondamentale, altrimenti questi programmi sfornerebbero ogni anno tantissimi cantanti straordinari, non si può negare che anche chi non è il vincitore possa essere pieno di talento.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Ci sono un po’ d’idee in cantiere, nuovi progetti che spero di realizzare nel 2011.  Spero di riuscire ad avere abbastanza materiale per registrare un EP autoprodotto, sarebbe veramente una soddisfazione grandissima. Ciò che spero di più è di crescere ancora musicalmente e di avere la possibilità di continuare a collaborare con musicisti in gamba, oltre a coloro con cui ho collaborato fino ad oggi.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Grazie a voi per avermi invitata a raccontare un po’ di me, spero solo di aver trasmesso il mio amore per la musica anche a chi ancora non è vicino a essa. Se volete essere a conoscenza di concerti ed eventi ai quali partecipo, cercatemi su Facebook!

 

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