Bilancio, sacrifici, tv locali, digitale e informazione, un intervento del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna: “Alla vigilia di una sessione impegnativa in Aula per la manovra finanziaria e davanti ai sacrifici che il bilancio regionale chiederà ai cittadini, è giusto che i pugliesi

siano consapevoli dello sforzo che viene loro richiesto, in aiuto dei più deboli, di quanti sono costretti ad affrontare quotidianamente il peso di un vivere difficile.
La tassa di scopo sulla benzina di 2,5 centesimi serve ad integrare le magre risorse di un fondo per spese sociali svuotato dai mancati trasferimenti statali. Sarà destinata ad interventi per famiglie con un reddito al sotto di 7.500 euro e con un non autosufficiente a carico. È un impegno collettivo destinato alle fasce più svantaggiate della società pugliese, che resterebbero senza speranza se la Regione non decidesse di venire in soccorso degli ultimi, ma da sola non potrebbe farsi carico di un dovere di solidarietà, con le finanze rarefatte dalla politica di contenimento.
Non ce la sentiamo – e sono certo che i pugliesi la pensano allo stesso modo – di abbandonare anziani senza risorse, lavoratori senza occupazione, famiglie disagiate, con congiunti affetti da malattie invalidanti. Condizioni critiche, che richiedono uno sforzo straordinario e il contributo di tutti.
La Puglia vuole rispondere alle esigenze dei cittadini, alleggerire il peso di una crisi economica che toglie serenità e certezze nel futuro, per non parlare delle difficoltà occupazionali, soprattutto per i nostri giovani.
Tra le iniziative della Giunta regionale, vanno apprezzati i recenti interventi nel campo dell’edilizia sociale, con 86 milioni di euro messi a disposizione dei Comuni pugliesi, per quasi 800 alloggi complessivi destinati a sfrattati e indigenti Altri mille appartamenti di edilizia agevolata saranno realizzati dalle cooperative. Anche questa è solidarietà concreta.
Alle angustie finanziarie che il nuovo anno riserva in tutti i settori, si aggiungono i tagli ai finanziamenti della legge 422/1993 per le tv locali, previsti nel decreto ‘Milleproroghe’ statale. È una decisione che desta perplessità sulla tenuta del sistema radiotelevisivo privato, le nostre mille antenne, che rappresentano un presidio di pluralismo e democrazia. Le preoccupazioni sono ancora più giustificate nel momento in cui si sta completando il passaggio al digitale terrestre ed alcune regioni, come la Puglia, devono ancora attuare una transizione che mette a rischio posizionamenti sui canali, quote di raccolta pubblicitaria e posti di lavoro e che comunque obbliga le emittenti ad uno sforzo, per ammodernare le apparecchiature.
L’auspicio è che la Camera modifichi questo provvedimento, che rappresenta un attentato all’occupazione ed alla pluralità dell’informazione.
Preoccupano anche le ricadute del piano di ristrutturazione della Gazzetta del Mezzogiorno, con i tagli all’organico redazionale denunciati dai giornalisti, in stato di agitazione. Nell’augurare un particolare “Buon 2011” alla proprietà ed al personale del quotidiano barese, auspico che i vertici aziendali vogliano rivedere l’orientamento e garantire il rilancio di una testata storica, che ha contribuito allo sviluppo della Puglia raccontandola puntualmente, nelle sue luci ed ombre. In un momento di crisi generale come quello attuale, il ruolo della ‘Gazzetta’ va invece incentivato, perchè possa rafforzare la sua presenza indispensabile nel panorama informativo della Puglia, del Mezzogiorno e del Paese”.

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