“Taranto -50%, Lecce -41%, Bari -12%, Cortina +353%, Parma + 105%, Milano +40%, ha ragione il sen. Stradiotto: il federalismo fiscale è un Robin Hood alla rovescia, toglie ai poveri per dare ai ricchi. Mi domando se sia politicamente saggio avviare in un momento di crisi

una riforma così punitiva per i più deboli, se non sia il caso di rinviarla a tempi migliori e comunque dopo averla attentamente ripensata”. È la lettura che il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ha dato dello studio del senatore Pd Marco Stradiotto sui dati della Copaff, la Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale presso il Ministero dell’economia.
“Qualunque persona di buon senso, che non abbia gli occhi foderati di verde padano, non può che considerare iniqua una riforma che finirebbe per premiare chi ha di più e penalizzare chi ha di meno”, osserva Introna. “Così com’è, l’introduzione nel 2014 dell’Imposta municipale unica (Imu) sarebbe un nuovo 8 settembre per il Paese, lo dividerebbe ancora una volta tra Nord e Sud. E’ evidente la necessità di una perequazione ancora più efficace, per correggere le distorsioni indiscutibilmente evidenziate dal senatore veneto. Ma sarebbe più sensato, a mio avviso, bloccare l’intera operazione: il governo centrale dovrebbe fermare le macchine e valutare con attenzione tempi e modalità della svolta federalista, rimandandola al superamento della crisi economica globale”.
Una pausa di riflessione dell’attuazione del federalismo fiscale, questa la richiesta del presidente del Consiglio regionale pugliese. Perché se l’introduzione dell’Imu, in particolare, regala tanto ai comuni disseminati di seconde case, gran parte dei 40 capoluoghi non beneficiati dalla riforma è nel Sud, “guarda caso”.
E questo si aggiunge ai dati sconfortanti sulla vivibilità, che vedono Foggia contendere a Napoli l’ultimo posto in classifica e relegano le altre pugliesi nella parte bassa della graduatoria delle 107 province italiane.
“Con queste premesse, la riforma fiscale ‘non s’ha da fare’. Lo affermo – insiste il presidente Introna – perché se le entrate sono destinate a diminuire così drasticamente, i comuni tartassati non potranno che chiedere sacrifici ai propri cittadini e saranno nella drammatica condizione di dover negare qualsiasi sostegno alle fasce più indigenti. Né può confortare lo scenario di crisi, mentre la disoccupazione sale, i giovani non hanno un futuro, la mortalità aziendale e la delocalizzazione sottraggono stabilimenti e posti di lavoro al Mezzogiorno”.
“Nel quadro politico, tuttavia, da certe aperture e dubbi mi sembra di cogliere segnali di disponibilità ad un ripensamento della riforma federalista, ad una correzione di rotta da parte del governo nazionale – conclude Introna – perché è chiaro anche al Nord, evidentemente, che un Meridione avvilito non sarebbe utile a nessuno. Non ci sarebbero due velocità. Con questo federalismo fiscale il Sud sarebbe fermo. Pietrificato e desertificato.

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