È singolare che mentre l’Unesco proclama la dieta mediterranea come bene universale e di ftto porta sotto i riflettori internazionali l’agricoltura pugliese di eccellenza, uno dei prodotti di punta, l’olio di oliva, viva una stagione di difficoltà.

Nel ricordare il recente riconoscimento, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, rilancia la valorizzazione delle “straordinarie qualità dell’oro verde pugliese”.
A Nairobi, i 166 delegati di tutti gli Stati del Comitato intergovernativo Unesco hanno acclamato con una standing ovation la dieta mediterranea patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Questo successo, fa notare il presidente, “rilancia tutti gli alimenti della nostra tradizione, dichiarati più sani e meno dannosi per l’organismo rispetto ai grassi alla base della dieta anglosassone e nordeuropea”.
“Ben vengano, quindi, tutte le politiche a favore dei nostri extravergine d’oliva Dop e di tutta la filiera olivicola – continua Introna – ed è giusta la battaglia delle Regioni italiane contro le mutazioni genetiche in agricoltura, che vede la Puglia capofila e la Lombardia astenuta”.
Per il presidente del Consiglio regionale, “Questo ci porta ad insistere nella difesa del nostro prodotto e degli olivicoltori, a sostenere l’olio pugliese come una delle principali risorse alimentari mondiali, a pretendere un impegno sempre più efficace contro la concorrenza sleale, l’agropirateria e le speculazioni. Torna, peraltro prioritaria, l’esigenza di sollecitare l’istituzione a Foggia dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare, prevista da una legge del febbraio 2008 ma mai attivata. Un’Authority di tutela della qualità dei prodotti e di garanzia dei consumatori, contro gli abusi e le contraffazioni”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

quindici − 7 =