“Ministro Maroni, presidente Zaia: dietro ai rifiuti clandestini che avvelenano la Campania c‘è il patto scellerato tra la Camorra e imprenditori disonesti del Nord: perché fingere di non saperlo?”.

Solidarietà a Napoli ed una risoluta denuncia della complicità criminale tra la malavita organizzata e un “ceto industriale avvelenatore, indegno della qualità degli imprenditori del Settentrione”: questo il contenuto della lettera-aperta inviata attraverso la stampa dal presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, al ministro dell’Interno ed al governatore della Regione Veneto.
“Le comunità dell’area napoletana, aggredite dalla spazzatura, meritano il sostegno di tutti gli italiani, senza se e senza ma e bene hanno fatto il presidente pugliese Nichi Vendola e quanti con lui hanno acconsentito ad accogliere tonnellate di rifiuti campani nelle proprie regioni – fa notare Introna – ma non può passare sotto silenzio l’ottusità di certi atteggiamenti di chiusura. È sbagliato soppesare col bilancino il costo di un aiuto che dovrebbe essere solidale, non interessato. Solo una cultura egoista può considerare l’emergenza di Napoli come meramente ‘napoletana’ o tutt’al più meridionale. È una questione nazionale perché è chiaro che al collasso del sistema hanno contribuito i traffici incontrastati sull’asse del male tra le famiglie criminali del Napoletano e imprenditori disonesti del Nord, che hanno interrato rifiuti speciali attraverso la Camorra”.
“Fanno specie questi commerci clandestini, considerata l’efficienza che va riconosciuta alle regioni settentrionali nella gestione dei rifiuti – sottolinea il presidente del Consiglio regionale pugliese – e inoltre è mai possibile che tanto Maroni, ministro in carica, quanto Luca Zaia, a suo tempo uomo di governo, non siano mai venuti a conoscenza dei carichi di veleni scaricati nel Sud? Non esistono informative delle Forze dell’Ordine o di altri apparati dello Stato? Possibile che Maroni e Zaia non conoscano le industrie che per anni hanno smaltito e forse continua a smaltire illecitamente nelle cave campane, facendo crescere i profitti della malavita? Eppure sono industrie del Nord, vicine ai collegi elettorali che stanno loro più a cuore”.
“Ed anche ‘La Padania’ mi intenda – fa presente Introna – perché sul quotidiano ‘verde’ ho letto di ‘monnezza’ dei meridionali, mai di relazioni occulte tra imprenditori settentrionali e delinquenti campani. Mi auguro che ora voglia ospitare questa voce del Sud che parla di traffici loschi del Nord”.

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