Oggi, mercoledì 22 dicembre, alle ore 11, presso la Casa Circondariale di Borgo San Nicola, l’assessore provinciale alle Politiche Sociali Filomena D’Antini Solero, ha  presentato il progetto “Genitori sempre”, realizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali

e Pari Opportunità della Provincia di Lecce in collaborazione con il Centro Risorse per la Famiglia.

Sono intervenuti alla conferenza stampa, oltre all’assessore provinciale Filomena D’Antini Solero, la direttrice del carcere Maria Rosaria Piccinni ed il dirigente del Servizio Politiche Sociali Gilberto Selleri.

<<L’attività che abbiamo presentato oggi – ha dichiarato l’assessore D’Antini – si innesta nel più ampio progetto di mediazione familiare, un servizio attivato dall’amministrazione Gabellone che ancora una volta si contraddistingue per le attività a supporto delle famiglie salentine. Questa volta la Provincia vuole essere vicina ai detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Borgo San Nicola di Lecce per aiutare queste persone che, per vari drammi della loro vita, si trovano a vivere in reclusione,  ed hanno difficoltà a relazionarsi con i loro figli. L’obiettivo è quello di far recuperare il ruolo genitoriale, affinché i figli dei detenuti si sentano sempre meno sfortunati rispetto a quanto la vita gli ha riservato>>.

1. MISSION  DEL PROGETTO

L’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Lecce, avvalendosi del Centro Risorse per la Famiglia, servizio specialistico per la promozione delle politiche familiari, il sostegno alla genitorialità, e la mediazione familiare, civile e penale, promuove il progetto GENITORI SEMPRE.
Attraverso esso, punta alla promozione di azioni educative per la ricostruzione e consolidamento delle relazioni affettive tra genitori detenuti e figli, sia che essi vivano con la madre nella struttura carceraria, sia che incontrino il genitore durante i colloqui programmati.
La separazione fisica e relazionale, nel rapporto con i figli, infatti, può innescare dinamiche, da scongiurarsi energicamente, di isolamento, rifiuto, impotenza del proprio ruolo genitoriale, tali da provocare gravi ricadute sia nello sviluppo psico – affettivo dei figli coinvolti, che nel processo riabilitativo carcerario in atto.

2. DESTINATARI

•    Donne detenute con figli presenti nella struttura carceraria e detenuti
•    Uomini e donne, con figli non presenti nella stessa.

3. OBIETTIVI

–    Sostegno alla genitorialità, mirato a padri e madri detenuti, per i quali si prevede un percorso di recupero del proprio ruolo e delle responsabilità connesse ad esso, contestualmente alla situazione di privazione della libertà.

–    Recupero di canali comunicativi e relazionali, nella prospettiva del raggiungimento di un equilibrato rapporto emozionale tra padre/madre e figlio, di una capacità di gestione della sofferenza del distacco fisico, e di un conseguente superamento di quelle condizioni di disagio, di smarrimento, di vergogna o umiliazione, che la detenzione comporta.

–    Individuazione di modelli di supporto psico – pedagogico per i figli, per sostenerli nel rapporto affettivo con i genitori, far conoscere e non occultare le cause reali del vissuto del genitore, in chiave narrativa, e attraverso una lettura dei bisogni e dubbi, insiti in ogni bambino.

–    Rilevazione, a seguito di attenta osservazione, dei nodi problematici delle relazioni, e definizione di percorsi individualizzati di sostegno, mediativi nelle stesse relazioni, e ricostruttivi dei tessuti relazionali concreti, attraverso l’instaurarsi di un ponte comunicativo tra figlio e genitore.

4. AZIONI

Il progetto prevede una programmazione articolata e mirata sui detenuti e sui loro figli:

4.1    Programma Genitori :

a)    Incontri di gruppo formati da padri e madri detenuti in cui si affrontano e chiarificano temi che interessano la sfera familiare e genitoriale, con la partecipazione di esperti educatori, psicologi, assistenti sociali;
b)    colloqui individuali, d’intesa, e su indicazione, della direzione.

4.2  Programma spazio gioco:

Inaugurata il 9 gennaio 2009, la Sala Giochi, per attività ludico-formative dei bambini delle detenute della sezione femminile della casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce, si offre sia come servizio di accoglienza per i figli dei detenuti, in attesa di incontrare i genitori nei colloqui settimanali, sia come luogo neutro di incontro, in cui i genitori possono vivere esperienze di relazione con i propri figli, quali il gioco, il raccontare e il raccontarsi attraverso la verità narrabile, lo studiare e aiutare i figli nello svolgimento dei compiti scolastici, in presenza di educatori e psicologi di supporto alle attività pratiche.

5. RISORSE UMANE

Educatori/mediatori
Psicologo/mediatore

6. TEMPI ed ACCESSO

Si prevedono uno o due incontri settimanali, concordati con la Direzione e l’area pedagogica interna.
I genitori detenuti possono fare richiesta di partecipare al progetto intervento liberamente.

7. COSTI

Il progetto non comporta alcun onere.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

13 − 2 =