“Non meritavamo di perdere” dichiarerà a fine gara il presidente Semeraro; da un certo punto di vista non gli si può dar torto, ma si sa che il calcio, spesso, funziona così: chi concretizza di più, normalmente vince mentre ci spreca, di norma, perde.

Gran bel primo tempo quello dei giallorossi coronato proprio allo scadere dal vantaggio confezionato da Di Michele e firmato da Ofere, ma la ripresa ha premiato la maggior cattiveria e la concretezza del Genoa che si aggiudica così la gara per tre a uno.
Spettacolo(si fa per dire) per pochi intimi; seimila in tutto, minimo assoluto. Prevale il sole; qualche nuvola c’è ma passa rapida oltre lo stadio senza sostare; un pò come gli spettatori che hanno scelto cose diverse piuttosto che Lecce-Genoa. Il Lecce mostra subito la faccia arcigna per contrastare le qualità dei palleggiatori rossoblù; Di Michele inventa al quarto d’ora una sciabolata diagonae che Eduardo annulla proprio al “sette”. Ballardini si toglie per una volta gli occhiali neri: forse vuole vederci meglio: Il lecce concede molto poco, fa tutto bene fino alla soglia dei sedici metri; arrivato lì evapora.Ferrario non ce la fa, chiede il cambio, entra Gustavo.
Le due squadre guadagnerebbero l’intervallo senza altri sussulti se Di Michele, al 46°, non inventasse fuga e taglio straordinari a beneficio di Ofere che, solitario e indisturbato, insacca la palla del vantaggio. Per incassare un gol del genere forse non era necessario cambiare Gasperini con Ballardini, ma è solo una battutaccia!
Ancora Di Michele in avvio di ripresa: danza palla al piede in area e conclude di destro stringendo quel tanto che gli nega la gioia del raddoppio . Errore sùbito punito da Toni che sovrasta Mesbah e di testa trasforma in gol un cross di Rafinha; uno a uno. Il Genoa cresce e anche il Lecce si dà da fare; portieri sempre sul chi vive. A sbandare più vistosamente sotto l’incalzare di Mesbah e Di Michele è il Genoa che pure continua a d organizzare le punzecchiatur quando gli si offre l’opportunità.
Può mancare la tradizionale dormita? No! 30°; calcio piazzato per il Genoa, Ranocchia è viandante occasionale ospite in area giallorossa; occasionale ma letale nel colpo di testa che porta in vantaggio i liguri. Intanto Corvia per Ofere e Piatti per Donati con l’intento di vivacizzare ancor di più la manovra giallorossa, sollecitare la reazione che ora è veemente quanto imprecisa: la birra comincia a scarseggiare.
Il Genoa contiene senza dannarsi eccessivamente l’anima. Rossi chiude il conto al 94° con il Lecce sbilanciato in avanti e squarciato da un contropiede egregiamente manovrato.  
Per sintesi si può concludere che il Lecce ha creato le sue buone occasioni mancando nel concretizzarle; il Genoa ha giocato di più la palla, numericamente ha creato di meno ma con una percentuale di realizzazione decisamente altissima. Questo, si diceva prima, è il calcio; quando, tuttavia, in occasione del pareggio, a contrastare Toni c’è Mesbah che gli rende una ventina di centimetri e quando Ranocchia viene catalogato come “viandante di passaggio in area”, qualcosa che non funziona a dovere ci deve pur essere!

 

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