Continuano le proteste all’indirizzo dell’Amministrazione comunale di Lecce che, il 30 novembre scorso in Consiglio Comunale, ha approvato il Piano delle Alienazioni dei beni immobili del Comune.

Ieri è stata la volta del Comitato per la Tutela di Piazza Partigiani a scendere in campo con un presidio di fronte ai cancelli della scuola. Non ci stanno gli abitanti del quartiere a perdere la scuola, simbolo di generazioni che si sono susseguite di padre in figlio. Una scuola priva di manutenzione ordinaria, ma con un’architettura relativamente recente, è stata inserita tra i beni alienabili in quanto fatiscente. Ieri mattina gli abitanti del quartiere hanno sottoscritto la richiesta di revoca della delibera del 30 novembre con conseguente modifica del Piano, come ci ha spiegato Paolo Pallaro, portavoce dei cittadini in rivolta. Inoltre, in un documento esplicativo, hanno presentato i dieci punti che giustificano l’inalienabilità della scuola.

La legge recita che sono inalienabili quei beni “non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali”, mentre la scuola materna comunale esercita una funzione sociale per il Comune; mentre la legge regionale pone dei limiti volumetrici utilizzabili. Nel caso specifico, nell’emendamento numero 10 a firma del consigliere Giancane, è previsto l’abbattimento dello stabile  e l’edificazione di uno nuovo su più livelli con una evidente aumento della volumetria. Non c’è il rispetto degli standard urbanistici e del bacino di utenza della scuola oltre alla densità abitativa del quartiere. Con la vendita a privati cambierebbe l’assetto con conseguente perdita del piccolo polmone verde che il parco della scuola offre. Per non parlare dell’impatto sulla viabilità,  sull’economia della zona, sull’alterazione dell’estetica e sui disagi dei cantieri. L’idea più scellerata per gli abitanti del quartiere sono i 100 posti auto che l’emendamento Giancane richiede al privato acquirente da realizzare nei sotterranei della struttura. Una simile costruzione, commenta il comitato, comporta enormi disagi nella costruzione e un degrado per il quartiere a conclusione lavori perché rifugio notturno di randagi e senzatetto.

Per i motivi sopra elencati, il comitato cittadino presenta una controproposta: alienare i suoli inutilizzati nella zona Settelacquare e ristrutturare la scuola di Piazza Partigiani, migliorandone l’estetica e aprendo al pubblico il giardino circostante. Sono disposti anche all’autotassazione i cittadini del quartiere, come ci ha confessato la signora Roberta Sarino, pur di conservare una struttura che, oltre ad offrire un servizio, conserva i ricordi di centinaia di famiglie tra gli alberi del frutteto piantumato dagli scolaretti negli anni e che tutti hanno visto crescere rigogliosi.