Consiglio Comunale tutto orientato al Bilancio e al Piano delle  alienazione e valorizzazioni immobiliari quello di ieri sera a Palazzo Carafa. In altre parole: vendere i beni immobili di proprietà del comune per quadrare i conti senza informare i cittadini, per l’opposizione; trasformare stabili ingombranti e costosi, in denaro per il risanamento economico, per la maggioranza

 

Oltre tre ore di dibattito attorno a queste posizioni, cominciato con un lungo monologo dell’Assessore Monosi che ha voluto giustificare le scelte del governo. La valorizzazione porterebbe ad un valore di 90 milioni di euro le proprietà comunali, per Monosi unica ancora di salvezza; 10 milioni da impiegare subito per pareggiare il Bilancio 2009,  il resto da usare come Fondo immobiliare per le necessità future. Si  tratta di oltre 50 immobili, a molti dei quali si cambia la destinazione d’uso. Era l’unica strada da intraprendere dopo le consultazioni con tecnici, amministratori, classe politica, dipendenti comunali, secondo l’Assessore al Bilancio, che non considera l’alienazione un programma di vendita ma la fotografia del patrimonio immobiliare per darne il giusto valore servendosi della variazione di destinazione d’uso.

Con questo principio molti terreni diventano edificabili e con ipotesi di vendita, il clamore che il programma di risanamento ha suscitato nell’opposizione, per l’Assessore non ha motivo di esistere, trattandosi di azione preventive ad arginare le emergenze. Eppure il primo disappunto è arrivato da un consigliere di maggioranza, Pierpaolo Signore che ha ritenuto il provvedimento, uno strumento positivo di natura finanziaria ma che non è stato sufficientemente approfondito; ma la discussione ha coinciso con il termine ultimo per l’approvazione di Bilancio, impossibile rinviare.

Dall’opposizione si sono levate animose proteste, anche perché il programma non è passato dalla Commissione urbanistica e per Torricelli e Spagnolo niente di più semplice che vendere gli immobili per far cassa. Dissenso anche dai consiglieri di Io Sud: Cazzella non ha condiviso la mancanza di sforzi da parte dell’Amministrazione per risolvere in altri modi, Mariano ha contestato il metodo dell’ultima ora per portare a conoscenza dell’Assise qualsiasi provvedimento, per Ferilli si tratta di una delibera approssimativa.

Secondo Benincasa, Pd, tutto si risolverà in una enorme svendita che favorirà la speculazione edilizia, intanto non si limitano gli sprechi. Il capogruppo dell’opposizione Rotundo, ha tuonato contro il termine di presentazione e per il mancato passaggio dalla commissione urbanistica, minacciando il voto nominale per conoscenza alla cittadinanza dei rappresentanti che svendono Lecce. Il presidente della commissione urbanistica Giancane, pur riconoscendo la necessità del comune di attingere al patrimonio immobiliare, ha individuato dei punti di incongruenza del documento programmatico e ha presentato un emendamento di modifica votato dal Consiglio. Tra gli immobili immuni dall’alienazione i terreni di via Varese, l’area interna alla caserma Pico, la scuola elementare C. Battisti, di via Cavallotti, il circolo tennis di p.zza Arco di Trionfo, un locale commerciale in c.so Vittorio Emanuele e gli impianti sportivi Itaparica  sulla S.Prov. San Cataldo.

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