“In quanto parlamentare della Repubblica Italiana che, con determinazione, ha votato la conversione in legge dello Stato del Decreto Gelmini, avverto l’esigenza di puntualizzare alcuni miei convincimenti in risposta alle parole eccessive e, per certi versi offensive, del rettore dell’Università del Salento, prof. Domenico Laforgia.” Lo afferma l’onorevole salentino, Ugo Lisi.

“Innanzitutto, una cosa premessa: presentare gli atenei come il paradiso terrestre della didattica e della ricerca, per poi addossare all’Esecutivo le sole cause delle distorsioni che il sistema stesso quotidianamente presenta ai territori, è cosa che non ha alcuna aderenza con la realtà dei fatti.
Molte università italiane – la maggior parte – non sono affatto una Valle dell’Eden della formazione. Sono, piuttosto, spazi in cui i migliori tra i docenti trovano difficoltà ad esprimere il loro potenziale ed i migliori tra gli studenti trovano altrettante complicanze a manifestare il loro talento e a vederlo riconosciuto. Soprattutto dopo il conseguimento del titolo di studio.
Ciò non è ovviamente imputabile a questo o a quel rettore, quanto piuttosto all’andazzo del sistema universitario, un sistema molto più attento alla tutela delle carriere di interi nuclei familiari che alla formazione dei nostri giovani.
Le nostre università – e se non vado errato anche quella salentina – fino ad ora, sono balzate alla ribalta della cronaca per una serie di sprechi e di sperperi inenarrabili, negli ultimi anni. A volte i pulpiti per certe prediche non sono al di sopra di tutto.
Le eccellenze, che pure ci sono, rimangono nella penombra dell’anonimato e diventano purtroppo delle colonne dietro le quali si nascondono i privilegiati che gettano la cortina fumogena della protesta solo e soltanto per confondere i privilegi con i diritti calpestati.
Per quanto riguarda l’azione di governo, non credo che tutti coloro i quali, e sono la maggioranza in Italia, hanno votato per questa classe dirigente considerino i parlamentari italiani una massa di irresponsabili che hanno votato una riforma irresponsabile per mandar l’Italia alla malora.
Pensiamo forse che ci siano i buoni e i cattivi come si scriveva sulla lavagna quando andavamo a scuola? Noi pensiamo di no, pensiamo che non ci sia solo il bianco o il nero e che la verità emerga sempre nel mezzo, laddove è più facile far venire a galla la responsabilità di tutti e le colpe di ciascuno. Non credo che l’Università italiana o quella salentina stessero meglio prima della riforma Gelmini e che l’Inferno del caos abbia preso il posto del Paradiso dell’ordine perfetto.
Chi è convinto come me dell’importanza dell’Università può condividere le preoccupazioni generali espresse dal rettore dell’Università del Salento, ma non può accettarne gli eccessi del giudizio che degenera in condanna sommaria.
Tutto il mondo è in crisi, tutti i settori soffrono, le aziende tagliano o ripiegano, i cittadini stringono la cinghia fino all’ultimo forellino. L’utopia dell’Università fuori dal mondo e solo uno scherzo di carnevale; con l’atmosfera del Natale e i propositi per il nuovo anno non c’entra davvero nulla.”    

 

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