Lo stress le fa da padrone, i ritmi sempre serrati, le giornate scandite dal ticchettio dell’orologio, le corse per raggiungere la metropolitana, le scale mobili che sono sempre troppo lente per incrociare il primo treno di passaggio: Londra è la città

della velocità, del grande spazio e delle distanze, di una vita sotterranea dal colore delle linee dell’underground. Le giornate volano via senza che si abbia la capacità di realizzare o di pensare a quello che si è vissuto e, tra i vari  “fuggi fuggi”, proprio i mezzi di trasporto, per i lunghi tratti di percorrenza, diventano il luogo in cui ci si può rilassare.
A Londra la gente non viaggia mai senza un libro, o, per chi non ce lo avesse, tantissimi sono i distributori di giornali gratuiti come Metro o London Evening. Esiste qui, un’abitudine alla lettura veloce, quella ad interstizi, tra una fermata e l’altra della metropolitana, nell’attesa di un autobus, e si legge sia seduti che in piedi. Se la metro si blocca un momento allora lo sguardo si alza, come ad aver perso il controllo della situazione, per poi ripiombare fisso sul giornale. Gente che non è abituata ai mezzi di trasporto è portata ad interrogarsi sull’utilità di una lettura come quella, fatta di interruzioni continue e dell’impossibilità di seguire per ore il filo logico della narrazione, o della difficoltà di socializzazione in un luogo (o non-luogo, secondo la definizione di Augé) pubblico.  Anime presenti in uno stesso spazio non si sfiorano affatto, ognuna presa dai propri pensieri, dalle proprie letture. Dopo un’analisi superficiale e considerata la vita a Londra,allora tutto  appare più naturale e si capisce che quella lettura a salti è l’unico modo per coltivare il piacere di un libro, se si è impegnati ogni giorno con il lavoro.
C’è, inoltre, chi impiega il proprio tempo per consumare un pasto fugace o chi ne approfitta per dormire, in questo caso il posto migliore da scegliere è quello accanto al vetro, che separa i sedili dalla porta di ingresso. Lì si appoggia la testa e si sonnecchia, un dormiveglia che rigenera, rotto dalla voce delle fermate che riporta alla normalità (il rischio è quello di svegliarsi un po’ troppo tardi e di aver superato la zona 2, o anche 3, di Londra).
Altra considerazione che balza agli occhi è quella relativa all’intimità della metamorfosi femminile, che non è affatto un segreto: le donne approfittano dei buchi per truccarsi. Non è importante uscire da casa perfette, ciò che conta è portarsi appresso i trucchi, tanto in autobus o in metro c’è tempo sufficiente per rifarsi il maquillage, incipriarsi, mettersi il rossetto, la matita e anche il mascara, per le donne dotate di una mano ferma e abituata.
Londra è la personificazione della fretta e della frenesia. I mezzi di trasporto sono un’oasi in cui un più lungo respiro è concesso.

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