“Questa conferenza stampa chiude un anno difficile e apre un anno che sarà ancora molto doloroso”. Così il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha aperto l’incontro con i giornalisti per il tradizionale scambio di auguri di fine anno.

Un incontro che è servito anche per tracciare un bilancio dell’attività svolta in questi ultimi otto mesi del 2010, “attività che nonostante tutto (competizione elettorale, piano di rientro sanitario etc) ha prodotto  risultati di grandissimo rilievo”. Tra questi, Vendola ha scelto di parlare del raggiungimento degli obiettivi (anzi superati di 100 milioni di euro) di spesa di tutti fondi comunitari della regione Puglia al 31 dicembre 2010 (Fesr, Fse e Feasr nell’ambito dei progetti 2007/2013). “Ci hanno detto che eravamo dei cialtroni – ha detto Vendola –  perché eravamo incapaci di spendere. Bene oggi qualcuno dovrebbe chiederci scusa. Erano molestie nei confronti della Puglia e dei pugliesi. La Puglia  è una regione virtuosa e riesce non solo a raggiungere tutti gli obiettivi di spesa, ma anche a superarli”. Il presidente Vendola ha parlato anche delle politiche del Welfare i cui finanziamenti sono stati quasi azzerati dal governo nazionale, motivo per cui la Puglia è stata costretta a introdurre la tassa sulla benzina l’Irba, i cui introiti serviranno per alimentare i servizi alle persone con grave disabilità. E poi ancora i risultati raggiunti dalle politiche di sviluppo e di innovazione (finanziamenti passati da 80 milioni nel 2005 ad un miliardo e 780milioni in questi ultimi cinque anni), dall’industria della creatività, della cultura e del turismo con l’investimento sui voli low coast perchè i cittadini pugliesi possano finalmente diventare “cittadini del mondo”.
“Non possiamo rassegnarci a quello che accadrà nel 2011 – ha continuato Vendola –  quando le famiglie vedranno crescere le loro povertà e le loro incertezze. La manovra del governo Berlusconi è stata quella di intervenire sui redditi dei ceti popolari e dei ceti medio bassi e di colpire il Welfare. Noi dobbiamo fare il contrario di tutto ciò. Dobbiamo dare ossigeno a chi vive in apnea, dobbiamo prestare attenzione a tutte le forme di fragilità sociale, dobbiamo continuare a tutelare le giovani generazioni e dobbiamo investire in sviluppo e innovazione”
Quindi la scommessa sulla quale Vendola intende confrontarsi, con la sua giunta, nel 2011 è quella legata alla lotta alla precarietà, a tutte le precarietà. “Una precarietà che inghiotte il destino di una generazione, una parola insopportabile” ha detto Vendola, una precarietà che si riflette in tutti gli ambiti della vita. Dall’ambiente ai territori. E a proposito della precarietà, il presidente Vendola ha dato appuntamento a tutta la stampa per il 12 gennaio del prossimo anno quando presenterà il Piano per il lavoro che movimenterà circa 300 milioni di euro. Obiettivo, non solo rafforzare le condizioni di vita di coloro che sono prossimi alla povertà ma anche intraprendere percorsi di avviamento al lavoro per le nuove generazioni.
Nel ringraziare poi tutti i suoi assessori per il lavoro svolto in questi mesi, Vendola ha voluto particolarmente ringraziare l’assessore alla salute Tommaso Fiore “per il lavoro straordinario di moralizzazione che ha portato avanti in un settore carico di opacità”.
Infine un ringraziamento “per la passione con la quale seguono le vicende della regione Puglia” a tutti i giornalisti “che producono una merce speciale, una merce che ha a che fare con la libertà”,  un augurio per loro “perché possano continuare ad essere giornalisti, uomini e donne, della libertà in un paese dove l’esercizio del diritto di cronaca e di critica sono l’architrave della nostra democrazia” e un invito a “raccontare una Puglia differente, diversa e forte, una Puglia non più afflitta dalla sindrome di autoflagellazione ma una regione in grado di competere, perché questo territorio merita di essere raccontato per le proprie ambizioni, con i propri risultati e le proprie eccellenze”.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.