“L’indagine sulla presunta “votopoli” avviata dalla Procura di Roma si segnala non tanto per il suo tratto vagamente intimidatorio.Né per la singolare disparità di comunicazione: ci sono aperture di indagini di cui si ha notizia il giorno stesso dell’archiviazione

e altre – come questa – che si conoscono in tempo reale, comunque in tempo utile per condizionare. Né per la distonia rispetto al passato: nessuno ricorda indagini sulla generosa distribuzione di incarichi di governo a parlamentari provenienti dall’opposizione all’epoca della formazione del governo D’Alema (fino alla nomina a sottosegretario di un senatore nel cui ufficio campeggiava un busto del Duce). E’ quanto dichiara il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano intervenendo dopo l’avvio di un’indagine da parte della Procura di Roma sul ‘mercato dei voti. “Si segnala soprattutto per un profilo di efficienza: da ieri uno o più p.m. dedicano tempo ed energie (e li fanno dedicare alla polizia giudiziaria) a un procedimento che alla fine avrà avuto solo una funzione di condizionamento mediatico. Nel frattempo denunce per truffe, rapine, furti… giacciono nelle medesime stanze in attesa della prescrizione: e poi l’Anm si lamenta della scarsità di risorse per il pianeta giustizia!  

In ogni caso – prosegue Mantovano-  è prudente che i sopravviventi Padri costituenti mandino alla procura di Roma la dichiarazione di nomina di un difensore: con l’aria che tira, avendo a suo tempo deciso il divieto del mandato imperativo, potrebbero trovarsi indagati per concorso esterno in calciomercato.”