“Gallipoli, perla dello Ionio, non può vedere deturpato il suo mare che rappresenta la vera ricchezza della città e del Salento. La Regione deve modificare al più presto il Piano di tutela delle acque che attualmente prevede lo scarico in mare di due depuratori, uno a nord e uno a sud della città bella”.

È quanto affermato dal presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che ha preannunciato un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale Vendola per scongiurare nuovi disastri ambientali in uno dei tratti più belli della costa salentina, meta di milioni di turisti ogni anno.
“Il commissario delegato per l’emergenza ambientale in Puglia, Nichi Vendola – ha ricordato il capogruppo Udc – aveva disposto l’esercizio provvisorio dell’impianto di depurazione di Casarano, Parabita e Matino fino al 30 giugno 2010. Al termine di tale periodo il depuratore ha continuato a funzionare, nonostante la richiesta di un tavolo tecnico da parte della Provincia di Lecce per presentare le criticità dello sversamento delle acque nel Canale del Raho”.
Il Presidente Negro ha anche denunciato il mancato severo controllo sulla conformità degli scarichi secondo quanto stabilito dal Regolamento del Servizio Idrico Integrato e dalle vigenti disposizioni di legge. Secondo la determina della Provincia di Lecce n. 50 del 13.01.2010, infatti, tra l’altro, possono “essere collegate alle rete esclusivamente utenze industriali dotate di pretrattamento e/o con scarichi compatibili con il processo di depurazione. Aqp spa dovrà trasmettere, prima di attivare lo scarico, elenco identificativo delle utenze industriali allacciate comprensivo delle portate scaricate, della attività produttiva svolta e dei pretrattamenti effettuati. Successivamente Aqp dovrà procedere ad aggiornare con cadenza annuale tale elenco”.
Il presidente Negro condivide le preoccupazioni degli amministratori di Gallipoli sull’effettivo controllo di quanto previsto dalla determina di autorizzazione allo scarico e chiede che la Regione Puglia attivi con urgenza il tavolo tecnico già richiesto dalla Provincia di Lecce e proceda successivamente alla modifica del Piano di tutela delle acque, per eliminare lo scarico in mare prevedendo altri sistemi di smaltimento dei reflui come la fitodepurazione con l’utilizzo dei campi di spandimento o lo sversamento, previa depurazione, nelle cave dismesse Mater Gratia.

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