Scena prima: si apre il sipario e un uomo comincia a raccontare una storia. Così prende il via il libro-monologo di Alessandro Baricco, nato come testo teatrale. La sua scrittura incisiva e scorrevole si fa spazio nella fervida immaginazione del lettore che diventa  pubblico dello spettacolo che si svolge sotto i propri occhi. Siamo nel Virginian, un piroscafo che fa sempre lo stesso percorso:Europa-America, America-Europa. La jazz band suona per far dimenticare alla gente che si è sull’oceano. E così il trombettiere Tim Tooney, tra musica e parola, ci parla del suo amico: Danny Boodman T D Lemon Novecento “il più grande pianista che abbia mai suonato nell’oceano”.

Feedback: Novecento fu lasciato in prima classe, su un pianoforte, quando era neonato, come se il suo destino fosse già stato scritto allora. Fu trovato da Danny Boodman, un marinaio che decise di dargli il suo nome, aggiungendovi il nome impresso sulla scatola in cui il piccolo era stato trovato:TD Lemon; Novecento, in quanto si era nel primo anno del nuovo secolo.
La leggenda di Novecento come grande pianista giunge dall’Oceano al Continente, tutti conoscono e parlano della musica di quest’uomo che ha imparato a suonare dopo la morte del padre adottivo, quando era ancora un bambino, rimanendo per giorni interi a suonare un pianoforte. Egli è conosciuto come una leggenda perché di fatto non esiste, non ha documenti e non è mai sceso dalla nave. Nonostante questo conosce il mondo: ha un’immaginazione infinita e vede diversi luoghi attraverso la gente che passa per la nave e che di fatto gli porta un pezzo di mondo.
L’intero racconto è poesia struggente che scivola come musica: sono sacri i momenti in cui egli suona il pianoforte e la gente intorno ammutolisce, così come il lettore perso nella rete sapiente della narrazione. Baricco, che ben conosce la musica e il pianoforte, riesce a rendere bene, con la scrittura, quell’estasi mistica che lega un uomo al proprio strumento musicale: Novecento diventa tutt’uno con il proprio pianoforte e riesce a guidarlo e a spostarlo nella sala con la musica che egli stesso compone, superando l’irregolare movimento della nave che fluttua  a causa della tempesta.
Egli riesce a duellare e battere persino il grande inventore del jazz; tuttavia solo la sua musica è destinata ad essere conosciuta in tutto il mondo e a rimanere immortale.
Il racconto è un crescendo di emozioni che fanno vibrare l’animo del lettore; egli viene completamente assorbito dal libro sino all’ epilogo che giunge come le ultime note di una bellissima melodia. La prosa di Baricco è sintetica e si trasforma in alcuni punti in poesia: poche parole d’effetto, metafore e sinestesie rendono bene l’atmosfera. Il racconto salta da un immagine all’altra con fluidità, senza rotture e senza risultare pesante. Baricco gioca con le parole e le immagini con facilità denotando la sua ricchezza espressiva e la sua dote di grande scrittore.